Nuovo Padre Nostro pubblicato nel messale della Cei
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Cronaca

Nuovo Padre Nostro pubblicato nel messale della Cei

Nuovo Padre Nostro pubblicato nel messale della Cei

Nella nuova edizione del messale romano, la Cei ha modificato il testo del Padre Nostro: continua il rinnovamento di Papa Francesco.

Un “nuovo” Padre Nostro. Papa Francesco lo aveva annunciato nell’Agosto 2018. Ora, però, il cambiamento ha ricevuto il semaforo verde dalla Conferenza Episcopale Italiana, che lo ha inserito nella nuova edizione del messale romano. Il cambiamento più importante riguarderà la formula della preghiera “non indurci in tentazione”, cambiata in “non abbandonarci nella tentazione”. I cambiamenti riguardano anche il Gloria.

Cambiare il Padre Nostro

Il Padre Nostro in una versione più aggiornata e corretta. Dopo un percorso durato ben 16 anni, la Santa Sede potrebbe sancire definitivamente un aggiornamento significativo alla preghiera più conosciuta. La Cei ha pubblicato la nuova edizione del messale romano, comprendente le tanto attese modifiche. Ora resta solo il benestare di Bergoglio, che già ad Agosto 2018 aveva annunciato che avrebbe modificato il Padre Nostro. Un procedimento non semplice, proprio perché il testo della preghiera risulta essere quello più conosciuto in assoluto dai fedeli. Modifica rischiosa, ma necessaria, aveva detto la Santa Sede, perché quel “Non indurci in tentazione” creava non pochi equivoci al cristiano moderno.

“Non ci abbandonare nella tentazione”

Indurre in tentazione non è un’espressione negativa.

Il fraintendimento del significato del Padre Nostro sarebbe derivato proprio da qui: indurre in tentazione non significa far cadere l’uomo, ma metterlo alla prova di fronte alle difficoltà. L’induzione, ha spiegato la Santa Sede, da parte di Dio consiste nel sollecitare il cristiano a mettersi in gioco, esattamente come fanno i genitori con i propri figli, nel loro percorso di crescita. Il problema dell’espressione “Non indurci in tentazione” risiede però nella parola “tentazione”, appunto, che mantiene comunque una valenza oscura e negativa. Per questo motivo Bergoglio ha sollecitato un cambiamento dell’espressione, in uno meglio comprensibile: “Non abbandonarci nella tentazione”.

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Andrea Danneo
Andrea Danneo 397 Articoli
Palermitano di nascita, milanese acquisito, ho iniziato a scrivere di Rugby e di Basket sul web. Dopo una bella esperienza in un sito di informazione locale, mi sono laureato in Lettere moderne a Milano e ho concluso la mia formazione alla scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica. Lettore di libri incallito, inseguo il sogno di raccontare le piccole e grandi storie, sia in forma scritta, sia in video.