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Fancesco, morto a 7 anni per un’otite curata con l’omeopatia

Il pm di Ancona ha chiesto una condanna a 3 mesi per i genitori di Francesco Bonifazi. Indagato anche il dottor Massimiliano Mecozzi.

Morto per otite curata con omeopatia
Morto per otite curata con omeopatia

Gli era stata diagnosticata una banale otite, ma l’infezione lo ha portato al decesso a soli 7 anni. Il piccolo Francesco Bonifazi è morto a causa delle conseguenze delle cure somministrategli dai genitori, che hanno deciso di affrontare la malattia con l’omeopatia.

Da Fanpage si apprende che Daniele Paci, pubblico ministero della Procura di Ancona, durante l’udienza preliminare del processo con rito abbreviato, ha chiesto una condanna a tre mesi per i genitori del bambino. Il giudice ha rinviato l’udienza al 6 giungo, data in cui esaminerà nuovamente non solo la posizione dei familiari del bimbo ma anche quella del medico che lo aveva in cura.

Indagato il medico

La morte di Francesco risale al 27 maggio 2017, all’ospedale Salesi, dove è giunto in condizioni ormai critiche.

Il bambino presentava una grave otite batterica bilaterale. Per curarlo, i genitori si sono rivolti a Massimiliano Mecozzi, un medico specializzato in omeopatia, che ha consigliato di sostituire la terapia antibiotica con un ciclo di preparati omeopatici. Il dottor Mecozzi avrebbe inoltre cercato di convincere i genitori del bimbo a non farlo ricoverare, nonostante il rapido peggioramento delle sue condizioni: “Se fosse mio figlio non lo porterei in ospedale“.

Anche quando il piccolo è entrato in uno stato di semi incoscienza e i familiari hanno chiamato il 118, l’omeopata ha cercato di spiegare ai soccorritori che non c’era alcun bisogno del ricovero.

Quando il medico ha insistito per portarlo in ospedale e per somministrare al bambino una Tachipirina, al fine di calmare la febbre, ha dovuto affrontare la resistenza della madre, che voleva necessariamente seguire le indicazioni di Mecozzi. Quando gli operatori sanitari gli hanno potuto somministrare gli antibiotici, per Francesco era ormai troppo tardi.

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