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Comico Dado pestato da stalker della figlia: “Fermiamo giovani bulli”
Cronaca

Comico Dado pestato da stalker della figlia: “Fermiamo giovani bulli”

comico Dado
comico Dado

"Spero che raccontare la vicenda possa evitarne il ripetersi", così il comico Dado ha raccontato di essere stato picchiato dallo stalker della figlia

Telefonate anonime, il campanello di casa che suona di notte, messaggi che arrivano in continuazione e regali mai desiderati. Lo stalker ha un’enorme energia, specie se decide di distruggere psicologicamente la sua vittima. I numeri fanno rabbrividire, confermando che il problema dello stalking è una piaga sociale di massima rilevanza. A rattristare però, è il fatto che solo il 5% delle denunce finisce in tribunale. Spesso le vittime vittime stesse preferiscono ritirare la denuncia. Non è il caso del comico Dado, che con le sue battute per anni ha fatto divertire il pubblico di Zelig. Gabriele Pellegrini, infatti, dopo essere stato picchiato dallo stalker della figlia 14enne si è scattato una foto (mostrata ai Carabinieri) e ha denunciato tutto. “Fermiamo i giovani bulli”, ha giustamente dichiarato. Il teppismo e il bullismo, infatti, sono alte piaghe di massima pregnanza, che mirano ad annientare fisicamente e/o psicologicamente il soggetto innocente preso di mira.

La denuncia del comico Dado

Un pugno in faccia preso sotto la casa di Roma gli ha rotto il naso, 30 giorni di prognosi e una denuncia ai carabinieri: è l’epilogo di una lunga storia di bullismo che ha come vittime una ragazzina 14enne e suo padre, il comico Dado, pestato dallo stalker di sua figlia, informa Tgcom24.

“Spero che raccontare questa vicenda possa evitarne il ripetersi. E vorrei che si insegnasse ai ragazzi l’educazione, così rara di questi tempi”, è il commento da lui rilasciato in un’intervista a Repubblica.

La figlia Alice, ha raccontato dallo scorso ottobre aveva una storia col “classico bello e dannato della scuola”, un 17enne. “Nei giorni in cui si lasciavano arrivavano da lui messaggi sui social e in chat, minacce, offese. Mia figlia veniva trattata come una donna di strada ed è andata sempre peggio”, rivela Dado. Quindi la testimonianza: “Una volta io mi sono ritrovato con la gomma della macchina bucata, Alice con gli occhiali da sole spaccati nel cortile della scuola. Gli insulti che le sono stati rivolti anche sui social erano davvero pesanti e volgari”.

Il comico era andato a parlare con la famiglia del ragazzo, poi alla preside della scuola, che lo aveva sospeso con obbligo di frequenza, infine aveva consultato un avvocato e le forze dell’ ordine, riferisco ancora Tgcom24.

Lo scontro

Tuttavia, il bullo non si è arreso, come testimonia chiaramente quanto avvenuto lo scorso sabato.

“Io e mia figlia eravamo al cinema, vicino a casa, all’Eur. Le è arrivato un messaggio di lui: “Vengo a riportarti tutti i tuoi regali”. Alice ha risposto: “Per me puoi bruciarli”. Una serie di Whatsapp e poi il ritorno a casa. Alice è rimasta in strada a giocare con i suoi amici, io e mia moglie guardavamo la televisione, poi abbiamo sentito insulti urlati. Ci siamo affacciati e abbiamo riconosciuto la minicar del ragazzo. Abbiamo detto ad Alice di salire a casa e a lui di andarsene. La sua risposta a me è stata: “Scendi che te meno”.

“Ho chiamato la polizia mentre andavo in strada e quando lui ha visto che stavo fotografando la targa della macchinina, è partito in retromarcia e ha tentato di investirmi. Mi sono spostato, lui è ripartito e a quel punto mi ha dato il pugno, direttamente dal volante”, ha raccontato. Così Gabriele Pellegrini, il suo vero nome, ha deciso di rendere pubblica la sua storia: “Mi sono fotografato subito dopo il pugno e ho denunciato quel ragazzo.

Spero che raccontare questa vicenda possa evitarne il ripetersi”, ha ribadito.

© Riproduzione riservata

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Asia Angaroni
Asia Angaroni 1575 Articoli
Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.