L’idrocuzione, il “killer dell’estate”: cos’è e come evitarla
Cronaca

L’idrocuzione, il “killer dell’estate”: cos’è e come evitarla

idrocuzione

Il fenomeno, provocato da un improvviso sbalzo termico, può causare l'arresto cardiorespiratorio e l'annegamento.

La stagione dei bagni e dei tuffi è iniziata da poco e l’idrocuzione (il “killer dell’estate”, come la chiamano alcuni”) ha già provato a mietere vittime. E’ accaduto, per esempio, al Lago di Garda, dove nel pomeriggio di mercoledì 3 luglio 2019 un uomo di 63 anni ha rischiato di annegare. L’uomo, secondo quanto riportato dai media locali, si sarebbe sentito male mentre nuotava e sarebbe stato salvato da un altro bagnante presente in spiaggia. La causa del malore andrebbe ricondotta, appunto, all’idrocuzione, un meccanismo che si attiva quando il corpo, accaldato, entra a contatto con l’acqua fredda. Un pericolo sottovalutato, che, come dimostrano i fatti, può avere risvolti fatali.

L’idrocuzione

Un fenomeno la cui pericolosità viene spesso ignorata, quello che da anni porta alla morte centinaia di bagnanti in giro per il mondo. Tra gli ultimi episodi riconducibili all’idrocuzione ci sarebbe il decesso della calciatrice svizzera Florijana Ismaili nel Lago di Como.

E ancora, nel sud della Francia un uomo di 70 anni è morto sulla spiaggia di Marseillant dopo essersi tuffato nell’acqua fredda del mare. Simili incidenti si sono verificati con una 62enne, morta sulla spiaggia di Frontignan, e con altri tre bagnanti. Il fenomeno rappresenta una sincope da immersione rapida, specialmente fredda, caratterizzata da riflessi neurovegetativi che possono causare anche il decesso per arresto cardiorespiratorio o annegamento. Il meccanismo ha inizio con una vasocostrizione, che provoca riflessi a livello di tronco dell’encefalo.

In poco tempo vengono coinvolti sia i centri di regolazione cardiaca che quelli respiratori. Si parla infatti di arresto cardiorepiratorio. Quando invece non sono coinvolti i centri bulbari in modo letale, l’arresto di circolazione e di ossigenazione causa comunque una sincope con perdita di coscienza. La conseguenza può essere l’annegamento, qualora la vittima non venga soccorsa immediatamente.

Come evitare l’idrocuzione

L’idrocuzione rappresenta una minaccia costante per gli amanti del mare, ma, soprattutto, del lago, dove l’acqua raggiunge temperature molto più fredde.

Solo nel 2018, le persone decedute a causa di questo fenomeno nel Lago di Garda sono state dieci. Il consiglio principale per evitare l’idrocuzione è di entrare in acqua poco alla volta per evitare l‘improvviso sbalzo termico e di farlo soltanto a digestione avvenuta.


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