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Open Arms, diciassettesimo giorno: “107 esseri umani senza nome”

La nave Open Arms rimane ferma a 150 metri dal porto di Lampedusa con a bordo ancora 107 migranti: dall'equipaggio arriva un messaggio.

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Giorno 17. Miserabile. Miserabile è chi utilizza 107 esseri umani “senza nome” e dei volontari come ostaggi per fare propaganda xenofoba e razzista. Complici, tutti quelli che lo permettono e si prendono gioco del loro dolore. #unportosicurosubito”. Questo è l’ultimo messaggio apparso sul profilo Facebook della nave ong Open Arms di ProActiva. Nel tardo pomeriggio di ieri, sabato 17 agosto, è avvenuto lo sbarco dei 27 minori non accompagnati, ma in balia del mare, a 150 metri dal porto di Lampedusa, sono rimaste 107 persone. Vediamo la situazione a bordo.

Open Arms, diciassettesimo giorno

Sono trascorse più di due settimane da quando la nave della ong spagnola Open Arms ha raccolto i migranti dalle acque internazionali. Poi, ha ricevuto il permesso di ingresso in acque italiane, nonostante il braccio di ferro tra il ministro Trenta e Salvini. Sono seguiti alcuni sbarchi, effettuati però “con il contagocce”: prima nove persone, (cinque migranti e quattro familiari), poi altre quattro (tre migranti con un accompagnatore).

Infine, finalmente è stato concesso lo sbarco dei 27 minori a bordo della nave. Ora, però, rimangono ancora 107 persone a largo di Lampedusa in attesa di sbarcare sulla terraferma.

L’ispezione

Poche ore fa si è conclusa l’ispezione sanitaria a bordo della nave Open Arms: gli agenti della squadra mobile di Agrigento confermato le condizioni igienico-sanitarie estreme. L’ispezione, quindi, avrebbe confermato le parole del comandante della ong: oltre alle pessime condizioni sanitarie, ad aggravare la situazione ci sarebbero anche problemi di ordine pubblico. Il procuratore di Agrigento deciderà nelle prossime ore il piano d’azione.

La replica di Matteo Salvini

Non tarda ad arrivare la risposta del vicepremier Matteo Salvini al messaggio lanciata dall’equipaggio di Open Arms. Il ministro, su Twitter, scrive: “Da 17 giorni, invece di andare in un porto spagnolo, questi “signori” tengono in ostaggio gli immigrati a bordo (fra cui finti malati e finti minorenni) solo per attaccare e provocare me e l’Italia.

Non mi fate paura, mi fate pena. Io non mollo“.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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