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Trovate impronte di Hjorth dove fu nascosto il coltello a Roma

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Sul luogo dove fu nascosta l'arma che uccise Mario Cerciello Rega sono state trovate le impronte di Hjorth che aveva sempre negato.

cerciello rega

Christian Gabriel Natale Hjorth ha sempre detto di non aver mai avuto niente a che fare con l’arma del delitto, il coltello che lo scorso 26 luglio 2019 a Roma ha colpito ben 11 volte il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega causandone la morte. Eppure, sul luogo dove venne occultata l’arma, sono state ritrovate proprio le sue impronte, sia palmari che digitali. Hjorth aveva sempre continuato a negare, come si evince dalla relazione depositata dalla Procura. Insieme al suo complice Elder, i due sono accusati di aver colpito a morte il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. L’arma venne nascosta nel contro soffitto dell’albergo a Roma.

Trovate impronte di Hjorth

Pare che i due avessero parecchia dimestichezza con i coltelli e altre armi in generale: le forze dell’ordine hanno rinvenuto sulle chat Whatsapp dei loro cellulari tantissime foto che li ritraggono mentre impugnano pistole e armi da taglio: i carabinieri, in un’informativa, li hanno descritti come “spavaldi e inclini alla sregolatezza”.

In alcuni filmati poi, Christian Gabriel Natale Hjort maneggia armi con estrema disinvoltura e con il volto coperto da un passamontagna.

Trovate anche tantissime foto di droga e denaro in contante. In alcune chat, la madre del ragazzo risulta ben consapevole e contraria al fatto che suo figlio spacci sostanze stupefacenti. C’è stata una svolta significativa insomma nello sviluppo delle indagini dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega: sul luogo dove venne nascosto il coltello, sono state rinvenute le impronte di Hjorth.

Nata a Trinitapoli (BAT), classe 1994, è laureta in "Comunicazione, media e pubblicità" presso la IULM. Collabora con Notizie.it.


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Giorgia Giuliano

Nata a Trinitapoli (BAT), classe 1994, è laureta in "Comunicazione, media e pubblicità" presso la IULM. Collabora con Notizie.it.

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