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Alunna disabile in classe: genitori tengono a casa figli per protesta

Come risposta l'Istituto Comprensivo ha pubblicato un comunicato ribadendo i suoi obiettivi di inclusione e attenzione a tutti.

Alunna disabile classe

L’episodio si è verificato in una scuola primaria di Lodi. Diversi genitori hanno tenuto a casa i propri figli in segno di protesta per le difficoltà a loro avviso provocate dalla presenza in classe di un’alunna disabile.

Alunna disabile in classe

A rendere nota la vicenda, risalente allo scorso 11 ottobre 2019, è stata una nota ufficiale dell’Istituto Comprensivo Lodi Terzo. La comunità educante ha infatti espresso la volontà di difendere e proteggere il valore dell’inclusione, fondamentale nella scuola pubblica. La scuola è una comunità, si legge, e come tale deve occuparsi di tutti, con un’attenzione particolare a chi ha più bisogno.

Forte il richiamo all’articolo 34 della nostra Costituzione, che recita “La scuola è aperta a tutti“.

La nota firmata dal Collegio dei Docenti ribadisce poi alla comunità di Lodi che troverà nella loro attività “un presidio forte di inclusione, legalità e amore per la bellezza intesa come costante ricerca del benessere per chiunque varchi la soglia del nostro istituto“.

Significativa la continua ripetizione della parola “inclusione“, che compare per ben sei volte. A corredo del comunicato compare anche un’immagine con la scritta “Diverso è solo un altro modo per dire noi” e una citazione di Pasolini. Questa recita: “L’altro è sempre infinitamente meno importante dell’io ma sono gli altri che fanno la storia“.

Istituto LodiQuasi tutti gli insegnanti hanno poi organizzato un presidio con degli striscioni in occasione di una riunione dei genitori convocata dalla dirigente. Qui il padre di un alunno ha spiegato che la volontà di tenere i figli a casa non era da intendere contro l’inserimento scolastico dell’alunna disabile. Questa è stata dettata chiarisce, dalla mancanza di risposte adeguate da parte della scuola alle difficoltà lamentate per problemi di comportamento della bambina in classe.

RETTIFICA 2 NOVEMBRE 2019

Alcuni genitori, che preferiscono non venga rivelato il loro nome, hanno contattato la nostra redazione per chiarire che la loro protesta non era contro la compagna di classe dei loro figli, bensì contro la gestione dell’alunna disabile da parte del corpo docenti dell’istituto comprensivo. Al fine di garantire una corretta informazione, riportiamo di seguito il loro breve messaggio:

“Si è diffusa su diverse testate nazionali e locali la notizie che alcuni di noi non avrebbero mandato a scuola i propri figli per protestare contro l’inserimento in classe di una compagna disabile. Non è, ovviamente, nostra intenzione denigrare una ragazza, bensì protestare contro l’incapacità del corpo docenti di attuare la tanto millantata inclusione senza arrecare danno a nessuno dei nostri figli”.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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