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L’opinione di Francesco Oggiano

Sentenza Cucchi, la frase di Salvini applicata a Salvini: anche rubare fa male

La pseudoideologia portata avanti da Matteo Salvini: marcare la tossicodipendenza di Stefano Cucchi per renderlo un po' meno vittima.

Immaginate che Matteo Salvini venga convocato in Procura per riferire sui 49 milioni rubati dalla Lega e nascosti ai cittadini italiani. E che durante l’interrogatorio venga picchiato dagli agenti di Polizia. Ora immaginate che un esponente politico avversario, anziché gridare allo scandalo, condannare i colpevoli e chiedere giustizia, commenti: “Questo prova che il furto fa male”.

La pseoudoideologia portata avanti dalla destra

Pressapoco il medesimo, è il senso logico adottato da Salvini dopo la condanna dei poliziotti per il pestaggio di Cucchi. “Il caso dimostra che la droga fa male”. Davanti alla querela annunciata dalla sorella Ilaria, il leader leghista ha rilanciato e ha offerto una pratica lezione di giornalismo: “Ancora adesso si ricorda qualcuno che sarebbe stato (occhio al condizionale, ndr), in passato, malmenato (occhio pure al verbo, ndr) dalle forze dell’ordine, però scommetto che oggi quasi nessun giornale, quasi nessun telegiornale ricorderà che proprio il 19 novembre di 50 anni fa fu ucciso il primo poliziotto a Milano, Antonio Annarumma.

Però, continua, “Si rompono le scatole a qualcuno se dice che la droga fa male”.

È l’ultimo rifugio della pseudoideologia portata avanti a pappagallo da diversi esponenti di destra in questi anni, che hanno voluto marcare la tossicodipendenza della vittima per cercare di renderla un po’ meno vittima, una frase alla volta. Tra le più assurde: “Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze“, Gianni Tonelli, leghista ed ex capo del sindacato di polizia Sap.

“Chi ha aiutato Cucchi a uscire dalla droga? Se avessero dedicato a lui allora un decimo dell’attenzione di oggi, sarebbe ancora vivo, Maurizio Gasparri. “Cucchi era coinvolto pesantemente nel mondo della droga, spacciava, era stato più volte ricoverato in ospedale per aver subito pestaggi da gente del suo ambiente”, Roberto Formigoni.

“Se Cucchi avesse condotto una vita sana, se non si fosse drogato, se non fosse entrato in un tunnel che poi l’ha portato agli arresti, non sarebbe successo”, Carlo Giovanardi. Ora ci è tutto chiaro: l’hanno massacrato di botte coi panetti di fumo.

Pugliese di nascita, milanese d'adozione, giornalista professionista, ha lavorato per due anni ad Affaritaliani.it, poi per nove a Vanity Fair. Scrive tra gli altri per Vanity, Il Fatto Quotidiano, Wired, TheVision e Rivista Studio.


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Francesco Oggiano

Pugliese di nascita, milanese d'adozione, giornalista professionista, ha lavorato per due anni ad Affaritaliani.it, poi per nove a Vanity Fair. Scrive tra gli altri per Vanity, Il Fatto Quotidiano, Wired, TheVision e Rivista Studio.

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