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Coronavirus, 62 morti all’interno della casa di riposo di Mediglia

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Strage da coronavirus all'interno della casa di riposo di Mediglia: sale a 62 il numero delle vittime.

La casa di riposo
La casa di riposo di Mediglia

Continua la strage nella casa di riposo di Mediglia, dove sono 62 i decessi da coronavirus accertati in queste ultime settimane (dati aggiornati al 1 aprile 2020). All’interno della Rsa di Mombretto i primi casi di infezioni sono emersi all’inizio di marzo: in tre giorni si contavano già 40 positivi e cinque morti, numeri che hanno continuato ad aumentare in poche settimane.

“Un dato enorme” lo definisce il sindaco di Mediglia, Paolo Bianchi. Già il 23 febbraio il primo cittadino aveva chiesto la chiusura totale della Rsa “eppure le visite sono continuate, non è stata chiusa del tutto. Perchè?”.

Coronavirus, 62 morti alla casa di riposo di Mediglia

A comunicare la triste notizia è stato anche il sindaco Paolo Bianchi: “Una situazione che ha toccato persino alcuni miei collaboratori ma su cui non ho giurisdizione essendo la clinica una struttura privata. Ho scritto ad Ats chiedendo un’ispezione urgente per verificare se tutte le procedure sono state seguite alla lettera e mi sono messo in contatto con la Prefettura per chiedere aggiornamenti più rapidi. Sto facendo tutto quello che la legge mi consente”.

La denuncia di Cinzia Bisono la cui mamma è ricoverata nella struttura, su Il Giorno: “Non hanno voluto darci i numeri ufficiali ma fra noi familiari ci parliamo e vediamo cosa sta accadendo, dai fatti di cui siamo stati testimoni in prima persona all’andirivieni di carri funebri che fa presagire una situazione ormai fuori controllo.

Pare un lazzaretto. Io posso vedere mia madre solo da dietro la finestra della stanza in cui è ricoverata al primo piano. Dalla strada la saluto e cerco di farle coraggio. Sono disperata“.


L’appello della struttura: “Come è noto, su tutto il territorio nazionale è presente una cronica mancanza di presidi di sicurezza, guanti e mascherine in primis.

Si vuole per questo coinvolgere le molte organizzazioni del territorio chiedendo che in questo momento di massima difficoltà vengano incontro alle esigenze della nostra struttura condividendo le scorte disponibili“.

Nato a Milano nel 1999, si è diplomato in informatica e telecomunicazioni, studia scienze internazionali e istituzioni europee all'Università degli Studi di Milano. Collabora con Notizie.it e Il Giorno.


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Federico Dedori

Nato a Milano nel 1999, si è diplomato in informatica e telecomunicazioni, studia scienze internazionali e istituzioni europee all'Università degli Studi di Milano. Collabora con Notizie.it e Il Giorno.

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