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Coronavirus, il procuratore De Raho: la mafia distribuisce cibo per consenso

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De Raho mette in guardia lo Stato sull'emergenza coronavirus: gli interventi tardivi possono mettere in atto la macchina della mafia.

coronavirus de raho mafia
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Alla mafia, come ha sottolineato il procuratore De Raho, interessa “qualsiasi maniera per fare i soldi” e l’emergenza coronavirus potrebbe costituire un’opportunità da non lasciarsi scappare. Lo abbiamo visto con il mercato delle mascherine, caratterizzato da un’enorme domanda a fronte di un’offerta scarsa.

Di nuovo, con i buoni spesa, un intervento forse tardivo del governo, che ha messo in atto la macchina della camorra. E ancora: potremmo vedere nei prossimi mesi la mano della mafia anche sulle imprese. Come sottolinea il procuratore, infatti, “i mafiosi sono per definizione veloci, non hanno burocrazia, hanno grandissima liquidità”. Occorre agire preventivamente per anticipare le loro mosse.

Coronavirus e mafia

Secondo De Raho, per evitare l’intervento della mafia, “è importante che l’Italia, e tutti i paesi europei, facciano presto a risolvere il problema di produzione e approvvigionamento delle mascherine” causa emergenza coronavirus. La prima mossa della camorra, infatti, potrebbe essere quella di attaccare il disagio sociale ed economico per ottenere e accrescere il suo consenso.

Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo ha chiarito a La Repubblica che le mafie “andranno dalle aziende in crisi con grande disponibilità economica e proveranno a mangiarle”.

Ma questo è ciò che noi dobbiamo evitare. Per farlo sarebbe opportuno agire sul “sistema di credito, snellendo le procedure di accesso, rendendo tempi veloci ma non per questo pensando a meno controlli”. Rispetto allo Stato, infatti, “i mafiosi sono per definizione veloci, non hanno burocrazia, hanno grandissima liquidità“. Questo gli permette di intervenire preventivamente.

Le mafie, quindi, “proliferano là dove lo Stato non c’è, arriva in ritardo, manca o fa comunque fatica a fare il proprio mestiere”. E con l’emergenza coronavirus queste difficoltà sono pronte a esplodere.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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