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Massimo Galli sui test rapidi: “Per un uso di massa sono gli unici sostenibili”

Galli - direttore del reparto di malattie infettive al Sacco di Milano - ritiene che i test rapidi siano gli unici efficaci per lo screening di massa.

massimo galli coronavirus
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Il professor Massimo Galli, ordinario alla Statale di Milano e direttore del reparto di malattie infettive dell’Ospedale milanese Luigi Sacco, è stato intervistato da La7 sui test rapidi. In merito agli screening di massa sulla popolazione, l’esperto ha rivelato che questa tipologia di test sarebbe l’unica soluzione possibile per garantire tempi rapidi e sostenibilità.

“Per un uso di massa, volto alla riapertura – ha appunto sottolineato Galli -, il test rapido è l’unico sostenibile. Ha un e la validazione è relativamente semplice”. Inoltre, secondo il professore -che si è definito “un vecchio purista” -, i test non vanno fatti pagare alla gente che si trova a casa.

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Massimo Galli fa riferimento anche al caso della Gran Bretagna, che pare che abbia gettato dei test rapidi in quanto non validati. “La validazione – ha spiegato il direttore del reparto di malattie infettive al Sacco – è relativamente semplice”. Se guardiamo alla riapertura, che piaccia o meno, “per un uso di massa, volto alla riapertura, il test rapido è l’unico sostenibile. Sarò un vecchio purista – ha poi aggiunto Galli -, ma credo che alla gente che sta a casa i test non vadano fatti pagare”.

Ma rimane un altro punto fondamentale da tenere in considerazione. Quando si riescono a fare i test rapidi, conclude appunto Massimo Galli, “la Corte di Cassazione è sempre il tampone”. In altre parole: una persona positiva all’Ecg non è definibile guarita, perché “una certa percentuale di quelle persone avranno l’infezione ancora produttiva mentre una parte più ampia non l’avrà”.

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