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Interrogatorio di Silvia Romano: "Trattata bene, mai visti in faccia"

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Silvia Romano durante l'interrogatorio con i Pm di Roma, durato quattro ore, ha fatto luce su come è andato il rapimento: tutte le sue verità.

L’interrogatorio di Silvia Romano è durato quattro ore davanti ai Pm di Roma. La giovane, tornata libera nella giornata di sabato 9 maggio dopo 18 mesi di prigionia, ha raccontato tutte le sue verità e fatto luce su come è andata veramente durante il periodo di prigionia. La giovane donna ha ammesso: “Sono stata rapita da un’organizzazione militare islamica, ho impiegato quattro settimane per arrivare in Somalia”. Silvia Romano, infatti, si trovava nel villaggio di Chakama, a circa 80km a ovest di Malindi, in Kenya, quando è stata rapita.

I suoi aguzzini non le hanno torto un capello secondo quanto riferito dalla giovane: “Durante il sequestro sono stata trattata sempre bene, sono serena”.

L’interrogatorio di Silvia Romano

Silvia Romano racconta come durante tutto il sequestro si siano spostati frequentemente: “Usavano auto e moto, ma in tutto questo periodo loro non mi hanno mai legata.

Mi sono spostata con più di un carceriere in almeno quattro covi, che erano all’interno di appartamenti nei villaggi”. Silvia Romano ricorda come i rapitori erano: “Armati e a volto coperto, ma sono sempre stata trattata bene ed ero libera di muovermi all’interno dei covi, che erano comunque sorvegliati”.

Nessun matrimonio contrariamente a quanto si vociferava nelle ultime ore: “Neanche una relazione” ha sottolineato Silvia Romano. Mentre sulla conversione all’Islam conferma: “È stata una scelta libera e personale avvenuta durante la prigionia.

Ho chiesto di avere un Corano da poter leggere. I miei carcerieri mi hanno spiegato le loro regioni e la loro cultura. E grazie a loro ho imparato anche un po’ di arabo”. La conversione di Silvia Romano è stata lenta e non immediata: “Pienamente consapevole”.