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Mirko Scarcella a Notizie.it: “Le Iene sono un programma criminale”

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Dalle prime minacce al video di risposta al servizio de Le Iene: Mirko Scarcella, in un'intervista a Notizie.it, ripercorre la propria storia.

Mirko Scarcella risponde a Le Iene, l'intervista a Notizie.it

Un video e dieci carte per difendersi dalle accuse e dimostrare la propria innocenza, in attesa che la giustizia faccia il proprio corso. Così il “guru di Instagram” Mirko Scarcella ha voluto rispondere, a due mesi di distanza, al servizio con cui Le Iene lo hanno dipinto come un truffatore. Ma la vicenda comincia ben prima che il video diventasse pubblico – quando sono arrivate le prime minacce da parte di due ex clienti – e prosegue, tra intimidazioni ed estorsioni, fino alle richieste (ignorate) dell’allontanamento da Mediaset di chi ha realizzato il servizio “criminale”. Mirko Scarcella ha ripercorso tutta la propria storia ai microfoni di Notizie.it, con il supporto dell’avvocato Vincenzo “Ezio” Esposito.

Intervista a Mirko Scarcella

Eri ritenuto, e probabilmente lo sei ancora, il guru di Instagram: come ti sei guadagnato questo appellativo sul campo?

Mirko Scarcella: “A me non importa il nome che hanno usato in televisione. Quello che mi interessa è che non venga intaccata la professionalità che mi sono guadagnato in anni di lavoro.”

Qual era, di fatto, la tua attività professionale?

Mirko: “La mia attività (anzi, una parte della mia attività) era quella di dare visibilità a degli account attraverso delle strategie di marketing, e, con alcuni clienti, anche l’ideazione dei contenuti e la creazione del personaggio. Per esempio, dando l’idea sugli slogan da utilizzare e che potevano essere ripresi dalle persone, per rendere più visibile l’account. A questo scopo ho utilizzato strategie di marketing che si basano sui commenti, sui follower, sulle varie interazioni. È totalmente diverso da quello che hanno raccontato, in malo modo, a Le Iene, rovinando la mia persona e la mia attività.”

Chi erano i tuoi clienti più famosi e di successo?

Mirko: “Avrei potuto fare come hanno fatto Le Iene che si sono inventate i nomi. Io, per il contratto che ho con i miei clienti, non posso fare alcun nome. Ti faccio un esempio: quando è iniziato tutto, ho scritto a un mio cliente molto famoso italiano, ho pubblicato anche lo screenshot della conversazione nel video di risposta a Le Iene, dove dico a questo cliente: ‘Tu ti sei sempre trovato bene con me, lo puoi dire?’. Lui: ‘Eh, Mirko, però non posso’. Questi sono gli accordi: un cliente che mi paga non vuole fare il paladino della giustizia che va a dire all’Italia che lavora con me, ma non ha neanche un senso logico. Mi sembra una cosa completamente fuori luogo il fatto che io per discolparmi dal fatto di non essere un truffatore, debba dire a Gaston Zama quali sono i miei clienti. Inoltre, Gaston Zama li conosceva benissimo, perché mi chiedeva una mano per intervistarli o per andare ai loro eventi.”

La tua attività professionale procedeva normalmente, anche con buoni risultati, tanto è vero che sei diventato un punto di riferimento nel settore, fino a quando la trasmissione Le Iene ha deciso di trasmettere un servizio di di te in cui, di fatto, screditava la tua attività. Tu come hai vissuto quel servizio?

Mirko: “Inizialmente mi sono trasferito dall’Italia a Miami per seguire questo mio cliente, Gianni Mendes Toniutti, un avvocato di immigrazione che aveva il sogno di diventare cantante. Sono venuto qui per seguire il suo progetto per qualche mese. Quando mi trovavo ancora a Miami due clienti hanno iniziato a dire di volersi rivolgere a Le Iene, a organizzarmi imboscate, minacciarmi. Tutte cose che sono continuate anche quando sono tornato in Italia. Pensavo che prima o dopo sarebbero rinsaviti.

Quando ho visto il servizio online de Le Iene mi trovavo in America. Mi sono iniziati ad arrivare migliaia di messaggi come: ‘Ti uccido’, ‘Uccido tua figlia’, ‘Deve morire tua figlia, tua moglie’, ‘Tu devi morire’, ‘Sei un truffatore’. È stato uno shock, mi ricordo ancora come ero vestito, cosa stavo facendo, e dov’ero quando è iniziata questa tempesta. È una vera violenza quella che mi è stata fatta. Ero veramente sconvolto, ma in realtà neanche troppo sorpreso, perché ricevevo minacce già da mesi.”

Le prime minacce

Prima della messa in onda del servizio de Le Iene, che cosa è successo con questo tuo cliente?

Mirko: “I clienti in questione sono due. Con uno dei due, l’avvocato d’immigrazione Gianni Mendes Toniutti, lavoravo da tempo ed era talmente contento del lavoro che stavamo facendo mi ha presentato anche un suo amico, Simone D’Auria. Una volta avvenuto il contatto, Mendes mi ha detto di voler annullare il contratto. Gli ho risposto che, se davvero voleva, c’era da pagare una penale. A partire da quel momento sono iniziate le violenze psicologiche nei confronti miei e di mia madre, che si trovava in Italia e a cui diceva che non ero tranquillo in America, che dovevo stare attento, che dovevo mettermi in contatto con i suoi avvocati perché ero ancora in tempo per mettere le cose a posto, altrimenti avrei perso la dignità davanti a tutta Italia. Ha iniziato a dire che sarebbe andato all’immigrazione e avrebbe detto che io lavoravo illegalmente.

Poi questo Simone D’Auria ha voluto risolvere il contratto, ha firmato un foglio di fine rapporto e gli ho restituito le opere d’arte del valore da lui affermato di 20/25 mila euro. A quel punto non poteva più pretendere nulla da me, ma dopo una decina di giorni ha iniziato a chiedermi altri soldi, minacciandomi: ‘Se non me li restituisci ti rovino. Vengo a prenderti sotto casa. Ti faccio fare una brutta fine‘. Poi, qualche mese prima del servizio de Le Iene, apro la mail e trovo delle foto dell’imboscata di otto mesi prima.”

L’imboscata de Le Iene?

Mirko: “Sì, la scena finale, dove io ero interdetto perché non capivo cosa mi stesse succedendo. Stavo, fra l’altro, subendo anche il tradimento di un amico con cui mi ero confidato su quello che stavo subendo con questi due ex clienti e anche lui mi ha raggirato, accordandosi con loro. Come giudichereste questo?”

Quindi questo tuo cliente ti ha girato via mail delle foto dell’imboscata de Le Iene?

Mirko: “Esatto, dicendomi: ‘Se mi ridai i soldi sarà mia premura dimenticarti, altrimenti farò in modo di far avere questo girato a tutti i tuoi follower‘. Come faceva questo Simone D’Auria ad avere un filmato di proprietà di Mediaset? Com’è possibile? Lo ha utilizzato ai fini di un’estorsione.”

Questa mail, secondo te, dimostrerebbe di fatto una certa forma di contiguità tra il tuo cliente e la redazione de Le Iene?

Mirko: “Non solo. Gianni Mendes sta rispondendo ai suoi follower, che lo accusano di essersi inventato tutto, dicendo: ‘Vedremo. Io sono solo la punta dell’iceberg, ci sono molte altre persone nel nuovo servizio’. Cosa significa? Lavora per Le Iene? Non mi sembra essere un inviato de Le Iene. Come conosce e usa a suo vantaggio questo? Ci sono procedimenti penali in corso e Le Iene sono andate e stanno andando oltre.”

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Parte 1 – Quando sostenevo che il servizio trasmesso dalle Iene sul mio conto fosse finto e confezionato allo scopo di attaccarmi ingiustamente solo per fare audience, le persone faticavano a crederci. Quando si monta un servizio al solo fine di manipolare le persone si può far apparire tutto come si vuole, fino ad alterare la realtà dei fatti. Purtroppo le Iene sono anche questo. Lo hanno fatto spesso e, questa volta, lo hanno fatto con me, dando spazio e visibilità a persone che – pur di apparire – sarebbero disposte a tutto. Con la complicità di costoro, hanno aizzato migliaia di persone a sfogarsi contro di me e la mia famiglia, facendomi passare per un vile truffatore. Qualcuno è andato oltre e lo abbiamo prontamente denunciato per tutelare l’incolumità mia e quella della mia famiglia. Purtroppo internet è anche questo. In questo video voglio mostravi (e documentarvi) che non sono un truffatore e, come il servizio delle Iene, abbia manipolato la realtà dei fatti con il solo scopo di fare audience. Ci sono persone che per apparire sono disposte a tutto ma ora ne dovranno rispondere davanti alla legge. Ps: Vi ho svelato solo 10 carte del mazzo, magari presto ne scoprirò qualcuna in più sui clienti che si dicono insoddisfatti e su chi ha mandato in onda questa storia e non solo… Buona Visione (parte 1) @avv.vincenzoezioesposito @redazioneiene @mediasetplay

A post shared by Mirko Scarcella (@mirkoscarcella) on Aug 18, 2020 at 11:08am PDT

Le ragioni del servizio

Le realtà giornalistiche hanno il vincolo di trattare argomenti che rispondano a un interesse generale e pubblico. Secondo te, qual è l’interesse generale che si evince dal servizio mostrato da Le Iene? Ti sei fatto un’idea del perché Le Iene abbiano realizzato un video su di te?

Mirko: “A loro non importa che i loro servizi siano di interesse pubblico. A loro interessa solo qualcosa che possa attirare click, condivisone, audience, perché per loro vuol dire soldi e si muovono solo per questo. E gli inviati de Le Iene vengono pagati a servizio consegnato, su questo entrerò nelle sedi opportune più nei dettagli.”

“Le Iene a questo punto dovrebbero fornirci la loro identità: rimangono sempre nel limbo e non si capisce bene che cosa siano. Devono definirsi una volta per tutte: se sono una testata giornalistica hanno un codice deontologico da rispettare. Altrimenti cosa sono, degli investigatori? Anche in questo caso dovrebbero possedere delle abilitazioni, dei patentini, cosa che io non penso che il signor Romiti abbia. Se invece fanno intrattenimento, sono degli attori, o dei cabarettisti; allora che lo dicano: “Facciamo del cabaret”. E invece non sono niente e possono fare tutto?”

“Stanno contattando tutte le persone con cui io ho avuto a che fare nella mia vita: dalla donna delle pulizie, al cuoco, a un amico, a un mio ex cliente, al fotografo, chiunque”. “Come fanno ad avere tutti questi contatti? Siamo sicuri siano tutti leciti i mezzi che loro usano? Sarebbe di una gravità inaudita.”

Mirko: “Ho telefonate e messaggi di persone che me lo raccontano: “Ehi Mirko, mi hanno contattato quelli de Le Iene. Mi ha chiamato questo Gaston Zama chiedendomi se avessi visto il servizio su di te e se avessi qualcosa da aggiungere”.

Ti sei fatto un’idea del motivo di questo “interesse” nei tuoi confronti?

Mirko: “Non so perché possano prendere di mira una persona che ha raggiunto la notorietà solo grazie al suo lavoro, non perché è un personaggio pubblico, come un calciatore, un cantante o un politico. Io mi occupo solo di marketing.

All’intervista partecipa anche l’avvocato di Mirko Scarcella, Vincenzo “Ezio” Esposito, che a questo punto precisa: “Il motivo, a mio avviso, è che Instagram è il social del momento e hanno preso colui che rappresentava, e rappresenta, la sua massima espressione a livello comunicativo. Hanno cercato di raccontare una falsa storia su Scarcella per sfruttare il trend. Infatti, il servizio di Gaston Zama inizia il viaggio mistico all’interno del social di Instagram’.

Non solo. Romiti ha raggiunto una popolarità esagerata. È stato definito ‘la miglior Iena’. Sapeva cosa andava a scatenare nei confronti di Mirko con il suo servizio e ne ha beneficiato lui stesso. Grazie alla popolarità di Mirko, è emerso lui.

Un’altra precisazione. Il reato di diffamazione, che è uno dei delitti che abbiamo individuato nelle nostre azioni legali, non può essere commesso soltanto da un giornalista, ma da chiunque. Quindi, anche se Gaston Zama non è un giornalista, anche se Le Iene non sono una testata giornalistica, quando raccontano una verità parziale commettono comunque il delitto di diffamazione, in questo caso aggravato, con pene che vanno fino ai 3 anni. Nei confronti del giornalista la legislazione è ancora più severa: il codice penale, all’articolo 595 comma terzo prevede delle pene fino a 3 anni. Deve essere chiaro che il fatto di non essere giornalista non rende Gaston Zama esente dal reato di diffamazione e da altri reati a lui ascrivibili.”

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Video parte 2. Quando sostenevo che il servizio trasmesso dalle Iene sul mio conto fosse finto e confezionato allo scopo di attaccarmi ingiustamente solo per fare audience, le persone faticavano a crederci. Quando si monta un servizio al solo fine di manipolare le persone si può far apparire tutto come si vuole, fino ad alterare la realtà dei fatti. Purtroppo le Iene sono anche questo. Lo hanno fatto spesso e, questa volta, lo hanno fatto con me, dando spazio e visibilità a persone che – pur di apparire – sarebbero disposte a tutto. Con la complicità di costoro, hanno aizzato migliaia di persone a sfogarsi contro di me e la mia famiglia, facendomi passare per un vile truffatore. Qualcuno è andato oltre e lo abbiamo prontamente denunciato per tutelare l’incolumità mia e quella della mia famiglia. Purtroppo internet è anche questo. In questo video voglio mostravi (e documentarvi) che non sono un truffatore e, come il servizio delle Iene, abbia manipolato la realtà dei fatti. Questo video ha lo scopo di farvi capire che non dovreste fidarvi di programmi che, come vedrete, pur di fare audience, spesso modificano la realtà. Ci sono persone che per apparire sono disposte a tutto ma ora ne dovranno rispondere davanti alla legge. Ps: Vi ho svelato solo 10 carte del mazzo, magari presto ne scoprirò qualcuna in più sui clienti che si dicono insoddisfatti e su e chi ha mandato in onda questa storia e non solo… Buona Visione (Video parte 2) @avv.vincenzoezioesposito @redazioneiene @mediasetplay

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Il video e le azioni legali

Prima di rispondere pubblicamente, hai però aspettato tanto tempo. Come mai?

Mirko: “Perché gli attacchi contro di me erano per la maggior parte senza prove. Io invece volevo raggruppare i contenuti e una parte delle prove per poter rispondere. Sono un professionista e secondo me i professionisti tengono le prove di quello che fanno. Gaston Zama ci ha lavorato su due anni. Noi in due mesi abbiamo fatto i salti mortali.” “Abbiamo dovuto raggruppare circa 50 giga di materiale. Dietro la risposta che abbiamo dato c’è un gran lavoro, un lavoro disumano. Abbiamo anche comunicato a Mediaset tramite tre diffide che c’era un procedimento in atto. Le Iene hanno rafforzato la tesi di questi soggetti rendendosi complici. Noi glielo abbiamo detto, ma loro non se ne sono interessati.”

Mirko: “Abbiamo inviato tre lettere avvisando Mediaset di quello che stavamo subendo: minacce, estorsioni, pressioni per il servizio che stavano realizzando. Abbiamo chiesto a Mediaset di intervenire, ma non ci hanno degnato di risposta. Mediaset è complice. Hanno avuto un modo criminale, a mio modo di vedere, di comportarsi, nonostante tutte le prove che abbiamo.”

Quali sono le strade legali che avete intrapreso?

Mirko: “Abbiamo denunciato per tutti i reati che queste persone hanno commesso. Sono comportamenti contrari alla legge.”

Mirko, quale pensi possa essere una soluzione di questa controversia?

Mirko: “Vorrei una punizione esemplare per le persone che hanno partecipato a questo atto criminale nei miei confronti. Vorrei che non succedesse più a nessun altro, questa sarebbe la mia vittoria. Se Mediaset è un’azienda seria, li deve allontanare.”

Televisione vs social network

La tua vicenda suggerisce una riflessione sulla forza mediatica della televisione e su quella dei social network. Il piccolo schermo ha ancora una capacità di convincimento nettamente superiore a quella dei social?

Mirko: “Lo strumento televisivo va usato con cautela, soprattutto se hai una certa audience, perché, come diceva Freccero nel video che ho pubblicato, quello che dice la TV viene preso per vero in automatico. Per questo le autorità competenti non devono permettere a Le Iene di fare quello che è stato fatto. Un’arma così potente non può essere lasciato tra le mani di incompetenti e criminali. E Le Iene si sono dimostrate, almeno nel mio caso, ma forse anche in altri, un programma criminale.”

Giornalista, dopo aver collaborato con diverse testate nazionali, fra cui Il Giornale e Il Fatto Quotidiano, si è specializzato in progetti nativi digitali. Dopo essere stato Brand Editorial Manager del network Nanopress, è approdato a Entire Digital come responsabile della redazione del network Notizie.it. È autore di tre libri inchiesta sulla criminalità organizzata ("Lo spallone - Io, Ciro Mazzarela, re del contrabbando", "Il sangue non si lava - Il clan dei Casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", "Omissi 01 - La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore") e insegna "Comunicazione digitale" presso l'Università Umanitaria. Nel 2019 ha vinto il "Premio Europeo di Giornalismo Giudiziario e Investigativo".


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Lorenzo
24 Agosto 2020 19:01

Sto guardando il video di Scarcella in cui smonta le iene…. nel video a 53’07” la foto profilo non sembra assoigliare molto a Simone D’Auria…


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Fabrizio Capecelatro

Giornalista, dopo aver collaborato con diverse testate nazionali, fra cui Il Giornale e Il Fatto Quotidiano, si è specializzato in progetti nativi digitali. Dopo essere stato Brand Editorial Manager del network Nanopress, è approdato a Entire Digital come responsabile della redazione del network Notizie.it. È autore di tre libri inchiesta sulla criminalità organizzata ("Lo spallone - Io, Ciro Mazzarela, re del contrabbando", "Il sangue non si lava - Il clan dei Casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", "Omissi 01 - La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore") e insegna "Comunicazione digitale" presso l'Università Umanitaria. Nel 2019 ha vinto il "Premio Europeo di Giornalismo Giudiziario e Investigativo".

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