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Coronavirus: il piano delle chiusure se dovessero aumentare i contagi

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Se il quadro epidemiologico dovesse peggiorare, il governo avrebbe già pronto un piano delle chiusure anti coronavirus.

governo chiusura scuole
governo chiusura scuole

Dopo l’aumento dei contagi da coronavirus tornati a superare quota duemila al giorno, il governo starebbe preparando un piano delle chiusure da mettere in atto qualora la situazione epidemiologica dovesse precipitare.

Coronavirus: il piano delle chiusure

Le uniche cose certe paiono per il momento la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2020 e l’estensione a tutto il territorio nazionale dell’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto.

Un provvedimento già paventato dal sottosegretario Zampa e confermato anche dal Premier Conte, che ha precisato che si confronterà con le regioni su questo tema.

Davanti al “rischio di un rapido peggioramento” certificato dal report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità, il Comitato tecnico-scientifico sta però pensando ad alte disposizioni da attuare qualora necessario. Gli obiettivi degli esperti sembrano essere due: tenere aperte le scuole ed evitare un nuovo lockdown nazionale come successo in primavera.

A tal proposito si procederà, se non saranno sufficienti chiusure a livello locale, a limitazioni graduali. Si partirà dalla stretta sugli assembramenti compresi quelli privati e dalla chiusura anticipata di bar e ristoranti per mettere un freno alla movida. Se l’indice di contagio dovesse aumentare si procederebbe alla chiusura di alcune attività ripercorrendo in senso inverso le riaperture di maggio e giugno. I primi a rimanere serrati sarebbero dunque i cinema, i teatri e le palestre.

Poi toccherebbe a centri estetici e parrucchieri, seguiti da bar e ristoranti. Per ultimi i negozi, mentre è probabile che negli uffici venga reso obbligatorio lo smart working. Tutto dipenderà comunque dall’evoluzione del quadro epidemiologico.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Annalaura
3 Ottobre 2020 14:29

Ma il concorso straordinario invece la ministra lo fa comunque.
Che governo è mai questo???
Nessuno parla di quello che sta avvenendo all’interno delle scuole e dei docenti in quarantena che per colpa della ministra Azzolina non potranno sostenere il concorso straordinario.
Da arresto,una vergogna!

anna
3 Ottobre 2020 15:19

per svolgere i concorsi della azzolina invece non cis ono pericoli giusto? nessun problema nel viaggiare, alloggiare fuori, avere contatti con altra gente tutti rinchiusi in stanzoni? vero? e certo…

Maria
3 Ottobre 2020 17:59
Risponde a  anna

Chiudete anche le scuole cosa aspettate?

Giulia
3 Ottobre 2020 20:34

E se chiudono i parrucchieri a scuola come ci andiamo?

Anastasiia
3 Ottobre 2020 21:33

Comunque 31 gennaio 2020 e già passato casomai gennaio 2021

Ana
4 Ottobre 2020 13:43
Risponde a  Anastasiia

Bravo👏🏼

Eleonora
3 Ottobre 2020 21:57

Devono controllare gli assembramenti serali dei giovani e ci vogliono i controlli ma quelli veri cavolo!

Laura
4 Ottobre 2020 09:24

Della scuola parliamone sempre all ultimo, mi raccomando.🤬

Cristina Binda
4 Ottobre 2020 10:45
Risponde a  Laura

La scuola deve chiudere e procedere con la DAD. I figli sono cavie. Sono disgustata e disperata 😢

Tiziana
5 Ottobre 2020 08:14
Risponde a  Cristina Binda

Condivido pienamente

Cristina Binda
4 Ottobre 2020 10:47

LA SCUOLA DEVE CHIUDERE! Perché non ne parlate? State usando i nostri figli come cavie.
Imploro la DAD..

Mario Pisciotta
4 Ottobre 2020 11:00

Per quanto possa sembrare discriminatorio l’UNICO sistema per ridurre i malati (e non i contagi) è SEPARARE i deboli dai forti, cosa che dice da tempo anche la virologa Ilaria Capua. Abbiamo appena visto la differenza tra Trump e Melania i quali non sono precisamente coetanei. Chiaramente chi ha patologie deve stare molto più attento ma i ristoranti si potrebbero tenere aperti riservando un’area agli ultrasessantenni e a chi ha patologie……

Daniela
5 Ottobre 2020 19:43
Risponde a  Mario Pisciotta

Peccato che i ragazzi tornano a casa, dove abitano genitori sesantenni e nonni ultrasessantenni, gli infermieri sarebbero carne da mecello che devono lavorare comunque.

Rita
4 Ottobre 2020 16:43

Io ho un centro estetico sto seguendo le procedure non facciamo assembramenti non mi sembra giusto che devo chiudere perché aumentano i casi di questo mostro bisogna seguire le buone regole se vogliamo uscirne


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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