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Teatro alla Scala: la Prima tra grandi novità in tempo di Covid

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Tra i tanti artisti che hanno voluto donare il loro contributo allo spettacolo anche Roberto Bolle e gli stilisti Armani e Dolce & Gabbana.

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Una Prima piena di novità quella vissuta al Teatro la Scala, per la prima volta durante il Covid. La pandemia ha travolto anche l’inaugurazione del grande spettacolo particolarmente atteso dal pubblico. Vissuta come una vera e propria innovazione, soprattutto dal punto di vista digitale.

Date le restrizioni date dalla situazione epidemiologica italiana, è stato inevitabile ripensare a tutto lo spettacolo.

Prima al Teatro la Scala tra Covid e novità

Il covid ha costretto a rivedere anche la pianificazione della Prima del Teatro la Scala. Per la prima volta nella sua storia, l’inaugurazione è stata trasmessa solo in diretta televisiva su Rai 1, con il titolo “A riveder le stelle”. Le regole anti assembramento hanno inevitabilmente portato a un’assenza di pubblico in sala.

Tra le tante novità date dall’emergenza Covid, anche quella di non aver portato sul palco un solo titolo d’opera, ma le performance di 24 star della lirica hanno fatto sì che la Prima diventasse un grande concerto. L’obiettivo è stato quello di far comprendere la lirica a tutti, riformulandola in chiave Pop.

Tanti gli ospiti presenti. La scrittrice Michela Murgia ha letto le introduzioni alle eroine dell’Opera.

Il tenore Vittorio Grigolo ha accompagnato il grande concerto che ha definito come il Band Aid. Tanti i tributi anche dal mondo cinematografico. Il regista Davide Livermore durante la serata ha deciso di dedicare il suo contributo ai lavori di Fellini con la rappresentazione di Una furtiva lacrima, eseguita da Juan Diego Florez nel set della Strada e al Dino Risi del Sorpasso con la spider su cui si alza Rosa Feola cantando S’o anch’io la virtù magicà da Don Pasquale.

Alla Prima in scena la realtà aumentata

Grandi innovazioni anche dal punto di vista digitale. Le scenografie di diverse opere sono state progettate con realtà aumentata, come nel caso de La donna è mobile interpretata dal tenore Vittorio Grigolo. Ogni diva interpretata ha avuto un vestito firmato da grandi stilisti come Giorgio Armani e Dolce & Gabbana, orgoglio del made in Italy. .

Spazio, inoltre, è stato riservato al momento della danza con la rappresentazione dello Schiaccianoci, uno dei balletti natalizi per eccellenza. L’étoile Roberto Bolle ha interpretato Waves in un cono di luci laser particolarmente affascinanti ed emozionanti. Una inaugurazione che entrerà nella storia del Teatro e, speriamo, possa portare a una rinascita dopo la triste situazione sanitaria che stiamo continuando a vivere.

Il regista Livermore ha affermato nel corso della Prima che “Solo con l’arte si può pensare di tornare tutti insieme a riveder le stelle“. Per il sindaco di Milano, nonché presidente del Teatro alla Scala, Giuseppe Sala, era necessario portare al pubblico lo spettacolo. “Non si poteva assolutamente non fare la Prima, non si poteva fare quella classica per cui questa mi pare la migliore soluzione“.

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.


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Maria Zanghì

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.

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