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Caso Yara, accolto il ricorso di Bossetti sull’accesso ai reperti

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La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei legali di Massimo Bossetti sull'accesso ai reperti relativi al caso dell'omicidio di Yara Gambirasio.

Nella giornata del 13 gennaio la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei legali di Massimo Bossetti sull’accesso ai reperti relativi al caso dell’omicidio di Yara Gambirasio. In precedenza il tribunale non aveva permesso agli avvocati del muratore di Mapello di avere accesso ai campioni di materiale genetico prelevati sul corpo della 13enne di Brembate di Sopra.

Per Bossetti – sempre dichiaratosi innocente – si apre dunque un timido spiraglio per un’eventuale revisione del processo, che lo ha visto condannato all’ergastolo per l’omicidio della ragazza.

Caso Yara, accolto il ricorso di Bossetti

In attesa del verdetto della Cassazione, Bossetti si era lasciato andare ad alcune dichiarazioni che erano state riportate dall’Adnkronos: “Non ho mai perso la speranza, sono sempre stato convinto che la giustizia mi darà ragione.

Credevo che già i giudici dell’appello ci avessero concesso la perizia sul Dna, con la decisione della Cassazione ora potremo analizzare quei campioni genetici che dimostreranno che io non ho ucciso Yara”.

A questo punto la palla tornerà alla Corte d’Assise di Bergamo, che dovrà nuovamente pronunciarsi sull’accesso ai reperti genetici – ben 54 campioni di Dna oltre agli abiti della ragazza – da parte degli avvocati difensori di Bossetti.

Inizialmente la Corte aveva giudicato inammissibile la richiesta dei legali Claudio Salvagni e Paolo Campirini di accedere ai reperti, ma ora la situazione appare molto diversa e per Bossetti potrebbero aprirsi le porte per una revisione del processo. Lo stesso avvocato Claudio Salvagni ha così raccontato le ultime ore di Bossetti prima della sentenza della Cassazione: “Ha vissuto gli ultimi giorni con ansia. Lui è sempre stato fiducioso e non ha mai perso la speranza”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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siggnorine ew131 industria simulano reati cell
13 Gennaio 2021 15:36

giustizie è fatta

giacy e sporcamp e simule losche e parolacce
13 Gennaio 2021 18:14

ormai lo hanno condannato che va cercando?

petronilli e camionisti e stalkers e parolacce
14 Gennaio 2021 10:53

secondo me è colpevole…..


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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