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Norme Covid, giudice del caso Gregoretti al ristorante in zona arancione

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È polemica per le immagini che mostrano il giudice del caso Gregoretti Nunzio Sarpietro andare con la figlia al ristorante in piena zona arancione.

La legge, si sa, dovrebbe essere uguale per tutti, eppure in alcuni alcune persone continuano a ritenersi al di sopra dei regolamenti, ritenendoli liberamenti interpretabili a seconda del contesto. È quanto accaduto con l’episodio che ha come protagonista il giudice Nunzio Sarpietro, già noto per essere colui che sta attualmente gestendo il caso Gregoretti – in cui è imputato l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini – ma assurto agli onori delle cronache per essere stato beccato da una troupe de Le Iene lo scorso 28 gennaio mentre si recava al ristorante con la figlia in piena zona arancione.

Giudice del caso Gregoretti al ristorante in zona arancione

“Io sono qui con mia figlia, è l’unico posto in cui potevo stare con lei in un momento tranquillo, sarebbe stata questa la giustificazione adottata dal giudice Sarpietro per spiegare perché si trovasse in un ristorante di Roma mentre in tutta la regione vigesse la zona arancione, che prevede tra le altre cose proprio la chiusura di bar e ristoranti.

Quel giorno Sarpietro si era recato nella Capitale per interrogare l’ex premier Giuseppe Conte in merito alla vicenda Gregoretti, e una volta uscito da Palazzo Chigi era stato seguito da una troupe de Le Iene fino al suo ingresso in un ristorante della zona.

Osservando le immagini si può vedere come il locale fosse praticamente aperto solo per lui, tanto che lo stesso Sarpietro ha poi dichiarato: “Mi hanno fatto ‘sta cortesia, non credo sia niente di drammatico dai”. Pungolato dall’inviato del programma Filippo Roma, il giudice ha tuttavia aggiunto: La legge è una cosa sacra. Qui si tratta della violazione di un regolamento. Se c’è una contravvenzione la pago”.

Il commento del proprietario del locale

Nel servizio è stato poi ascoltato anche il proprietario del locale, ben consapevole della multa a cui va incontro per aver tenuto aperto il ristorante in piena zona arancione: “Lo sai come mi hanno prenotato? Come promessa di matrimonio! La figlia si sta sposando, penso, che ne so io, tre persone, le ho messe dento, hai capito? […] Che poi mi faranno pure la multa sicuro, sono 4 mila euro, capito? Per 200 euro. Sono tre persone e io per 200 euro ho rischiato, rischio, perché adesso 200 euro sono soldi veri per pagare i miei dipendenti”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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