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Aumenta la diffusione delle varianti: zone rosse in Marche e Lombardia

Covid Chieti Pescara zona rossa

In Lombardia e Marche sono state istituite diverse zone rosse per limitare la circolazione delle varianti del coronavirus.

La diffusione delle varianti del virus, specialmente quella inglese, sta spingendo diversi amministratori locali a istituire delle zone rosse per limitarne la circolazione: è il caso delle Marche, dove il governatore Acquaroli ha introdotto il lockdown in provincia di Ancona, e della Lombardia, dove quattro comuni (Viggiù, Mede, Castrezzato e Bollate) si sono tinti di rosso.

Zone rosse per le varianti

Sono decine i casi positivi alle mutazioni riscontrati negli ultimi giorni. Le autorità sanitarie ne avrebbero trovati 30 a Roma, 15 a Milano, 18 a Brescia e 11 in Abruzzo (3 dei quali riconducibili alla variante brasiliana). Non sono esenti nemmeno Puglia ed Emilia-Romagna: nella prima regione la variante inglese è presente nel 38,6% dei campioni raccolti il 12 febbraio (dato raddoppiato rispetto alla settimana precedente) e nella seconda la presenza è cresciuta dal 28 al 38%.

Numeri che hanno convinto i governatori a introdurre limitazioni per cercare di circoscrivere i contagi. La provincia di Ancona, in accordo con l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute, dalle 8 del 17 febbraio fino alle 24 del 20 sarà zona rossa con spostamenti limitati e scuole chiuse. Allo stesso modo quattro comuni della Lombardia lo saranno fino al 24 febbraio.

Supervariante inglese a Napoli

Ad aggiungere preoccupazione all’emergenza già presente è poi la scoperta a Napoli di un soggetto positivo ad una supervariante inglese.

Si tratta di una nuova mutazione, la E484K – scoperta in una trentina di casi nel Regno Unito e mai rilevata in Italia – considerata preoccupante perché, modificando la proteina Spike, rischia di rendere meno efficaci alcuni vaccini. Il caso riguarda un cittadino che rientrava dall’Africa.