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Haruki Murakami: i libri e le frasi celebri dello scrittore giapponese

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I libri e le frasi celebri di Haruki Murakami, vincitore di diversi premi letterari, amante e conoscitore della musica e tra gli scrittori più acclamati degli ultimi anni.

Haruki Murakami
Haruki Murakami: libri e feasi dello scrittore

Oltre venti libri pubblicati, tra romanzi, raccolte di racconti e saggi, tradotto in oltre cinquanta lingue e vincitore di numerosi premi letterari: stiamo parlando di Haruki Murakami, uno degli autori giapponesi più letti e amati al mondo. Nonostante la sua lunga carriera, in Italia è stato scoperto soltanto negli anni 2000 sulla scia del successo di uno dei suoi libri più conosciuti: Norwegian Wood. La scrittura nei libri di Haruki Murakami è talmente evocativa e bella che molti passaggi sono ormai delle frasi celebri, citate sui social e non solo.

Tuttavia Murakami non è solo uno scrittore, ma anche uno straordinario amante e conoscitore della musica, elemento imprescindibile in ogni suo lavoro, tanto che su Spotify è possibile ascoltare una playlist dedicata proprio alle sue citazioni musicali.

I libri di Haruki Murakami

Nato a Kyoto nel 1949, Murakami è un autore che nasce dalla musica, tanto che da giovane, prima ancora di intraprendere il mestiere di scrittore, aveva aperto un club di jazz, uno dei suoi generi preferiti.

Non è un caso, quindi, che alcuni dei suoi libri più conosciuti abbiano un titolo ispirato al mondo della musica. Primo fra tutti il suo capolavoro più acclamato, Norwegian Wood, che riprende una canzone dei Beatles e rappresenta, ancora oggi, uno dei più grandi romanzi dedicati all’adolescenza e al conflitto tra il voler rimanere se stessi e l’essere costretti ad allinearsi al mondo degli adulti. Oppure Ritratti in jazz, ispirato a un disco di Bill Evans, e ancora A sud del confine, a ovest del sole, il cui protagonista è proprietario di un jazz club.

Per Murakami la struttura di una canzone è molto simile a quella di un romanzo, perché entrambi devono essere caratterizzati da “armonia, ritmo e improvvisazione” e devono ispirarsi a situazioni quotidiane, a quelle piccole o grandi ossessioni che, giorno per giorno, tormentano la vita delle persone.

In L’uccello che girava le viti del mondo, vincitore del premio Yomiuri-bungaku, la scomparsa dell’amato gatto domestico del protagonista segna l’inizio di un profondo cambiamento nella sua vita. In La ragazza dello Sputnik, la protagonista è tormentata dal suo rapporto con la scrittura e con la donna dalla quale si sente attratta. Infine, in Nel segno della pecora, un potente “boss” politico è ossessionato dalla ricerca di una pecora ritratta in un quadro.

A fianco della musica, Murakami coltiva la grande passione per la corsa, tanto che le ha dedicato il libro L’arte di correre, racconto di come e quanto questa attività lo abbia aiutato nella sua esistenza e nel suo lavoro.

L’influenza della letteratura anglo-americana

La sua ispirazione va, però, anche oltre i confini nazionali ed è, in particolare, rivolta alla letteratura americana di cui si dice grande estimatore, tanto da aver tradotto diverse opere di autori a stelle e strisce.

Diverse volte ha indicato in Raymond Carver e J.D. Salinger due suoi mentori. Murakami, come loro, affronta storie angoscianti di adolescenti alienati, in particolare nel già citato Norwegian Wood, ma anche in After Dark in cui, tra l’altro, sono presenti sia la musica (uno dei personaggi principali suona il trombone) che le ossessioni (la protagonista trascorre le notti a leggere in un bar).

Oltre a questo, si possono aggiungere L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, che racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta del protagonista e La strana biblioteca, in cui un ragazzo viene rinchiuso nel sotterraneo di una biblioteca e costretto a imparare a memoria alcuni libri sulla tassazione nell’Impero ottomano.


Inoltre, il titolo del suo ultimo romanzo, 1Q84, è un omaggio al celebre romanzo di George Orwell, 1984.

Infatti la pronuncia della lettera Q in giapponese è la lettera ha la stessa pronuncia del numero 9 (kyuu).

Le frasi celebri dello scrittore giapponese

Haruki Muramaki è diventato negli anni uno degli autori più citati. Sui social le frasi tratte dai suoi scritti vengono molto utilizzate, alcuni siti internet le usano come slogan di presentazione, perché hanno la capacità di racchiudere, in poche parole, situazioni e momenti unici, ma soprattutto comuni a molti.

Tra queste, una delle più apprezzate è tratta da Norwegian Wood:

Per quanto una situazione possa sembrare disperata, c’è sempre una possibilità di soluzione. Quando tutto attorno è buio non c’è altro da fare che aspettare tranquilli che gli occhi si abituino all’oscurità.

Questa citazione rappresenta una perfetta sintesi di uno stato d’animo che colpisce chiunque nei momenti difficili della vita. Sempre sulla stessa linea d’onda, è anche la frase tratta da I salici ciechi e la donna addormentata:

La cosa più temibile, però, è voltare le spalle alla paura, chiudere gli occhi per non vederla. Perché così facendo consegniamo la cosa più preziosa che abbiamo in noi a qualcos’altro.

Sempre sul tema delle battaglie quotidiane che ognuno di noi vive, in L’arte di correre Murakami scrive:

Proprio nello sforzo enorme e coraggioso di vincere la fatica riusciamo a provare, almeno per un istante, la sensazione autentica di vivere. Raggiungiamo la consapevolezza che la qualità del vivere non si trova in valori misurabili in voti, numeri e gradi, ma è insita nell’azione stessa, vi scorre dentro”.

Per l’autore giapponese, l’attività fisica è talmente importante che “correre un’ora al giorno, e garantirmi così un intervallo di silenzio tutto mio, è indispensabile alla mia salute mentale”.

“Sofferenza con sofferenza. Fragilità con fragilità”

Da L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio è, invece, tratta una frase che ci aiuta a riflettere sul legame stabilito con le altre persone:

A unire il cuore delle persone non è soltanto la sintonia dei sentimenti. I cuori delle persone vengono uniti ancora più intimamente dalle ferite. Sofferenza con sofferenza. Fragilità con fragilità.

Infine, sul mondo della giovinezza e, in particolar modo sul passaggio dall’adolescenza all’età adulta, Murakami dedica una riflessione in L’arte di correre:

“Una volta usciti dalla prima giovinezza, nella vita è necessario stabilire delle priorità. Una sorta di graduatoria che permetta di distribuire al meglio tempo ed energia. Se entro una certa età non si definisce in maniera chiara questa scala dei valori, l’esistenza finisce col perdere il suo punto focale, e di conseguenza anche le sfumature”.

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