A quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi a Garlasco, la criminologa Roberta Bruzzone riaccende il dibattito con nuovi audio e ricostruzioni. Tra perizie informatiche e ipotesi sulla cosiddetta “pista della cocaina”, la Procura di Pavia continua le indagini per chiarire dinamiche e responsabilità.
Esposto di Bruzzone e perizie informatiche sul computer di Stasi: nuove letture del delitto
La diffusione di questi audio ha spinto la criminologa a presentare un esposto alla magistratura di Milano, affinché gli investigatori possano accertare la veridicità delle fonti e comprendere chi alimenti queste ricostruzioni. Nel frattempo, l’inchiesta bis della Procura di Pavia prosegue sul fronte scientifico: è stata depositata la relazione della professoressa Cristina Cattaneo sulla BPA (Bloodstain Pattern Analysis) e la difesa di Alberto Stasi ha presentato una nuova perizia informatica.
Secondo gli esperti, alcuni movimenti sul computer di Stasi, come l’apertura della “cartella militare”, sarebbero eventi generati automaticamente da Windows XP e non azioni dell’ex fidanzato. La perizia aggiunge che Chiara stava lavorando quella sera alla tesi universitaria di Stasi, aggiungendo e correggendo parti del testo: “Gli accessi sul computer indicano attività automatica e dimostrano un rapporto sereno tra i due alla vigilia del delitto”. Altri dettagli tecnici confermano che le interpretazioni precedenti delle tracce informatiche erano probabilmente errate, aprendo la strada a nuove letture della ricostruzione del 12 agosto 2007.
Delitto Garlasco, Bruzzone: “Chiara Poggi scoprì un giro di cocaina”
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso torna alla ribalta con nuove rivelazioni della criminologa Roberta Bruzzone, intervenuta durante la trasmissione Quarto Grado. Bruzzone ha reso noti alcuni audio che propongono una ricostruzione alternativa dell’omicidio, definendola “delirante” ma sottolineando la serietà dei contenuti: nei messaggi vocali si afferma che Chiara Poggi sarebbe stata uccisa dopo aver scoperto un presunto giro di cocaina coinvolgente amici e conoscenti, tra cui Andrea Sempio, le sorelle Stefania e Marco Cappa, e lo stesso fratello Marco Poggi.
Secondo questa versione, la giovane avrebbe informato lo zio Ermanno Cappa, scatenando una “spedizione punitiva” che avrebbe portato all’omicidio. I vocali citano anche Michele Bertani, amico del gruppo deceduto per suicidio anni dopo, come parte di questa rete. Bruzzone ha precisato: “Non condivido questa ricostruzione, ma la gravità delle accuse impone di verificare chi le diffonde, perché non provengono da semplici commentatori dei social, ma da persone vicine alla vicenda”.
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