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Dottore sbaglia la diagnosi: 53enne muore d’infarto mentre si cura una gastrite

Dimesso con una prescrizione medica per curarsi dalla gastrite, un uomo di 53 anni muore di infarto. Ennesimo caso di malasanità?

Scambia infarto per gastrite

Dopo essere stato dimesso dall’ospedale in cui si era recato per dei lancinanti dolori allo stomaco, Giuseppe Mura aveva tra le mani una prescrizione medica che gli indicava come curare la sua gastrite.

Peccato che, la mattina dopo, l’operaio 53enne di Primavalle, sia deceduto a causa di un arresto cardiaco.

Quasi immediata l’accusa di omicidio colposa ai danni della Dott.sa Valbona, medico di turno all’ospedale durante l’accaduto.

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Diagnosi sbagliata: muore 53enne

Quando il 24 novembre del 2019 Giuseppe Mura si era recato all’ospedale di Primavalle accusando forti dolori di stomaco, i quali si presentavano ad intermittenza da ormai 3 giorni, la Dott.sa Valbona non perse tempo nel diagnosticargli una Epigastralgia (gastrite, o comunque una patologia legata al sistema gastrointestinale), mandandolo poi a casa con una prescrizione medica: quest’ultima prevedeva l’assunzione di Gaviscon e sciroppo antireflusso per una settimana, al termine della quale ci sarebbe dovuto essere un ri-controllo del paziente.

Con la morte del Sig. Mura, avvenuta praticamente 6/7 ore dopo la sua dimissione, non ci è voluto molto tempo perche scattase una denuncia a carico della stessa Dott.sa, la quale, stando alle accuse mosse dal PM: “Non avrebbe disposto ulteriori accertamenti previo ricovero, nonostante i sintomi riferiti dal paziente Giuseppe Mura rientrassero nelle possibili manifestazioni atipiche di una sindrome coronarica acuta (…) dimettendo il degente con la diagnosi di epigastralgia ne causava quindi il decesso avvenuto nella propria abitazione per arresto cardiocircolatorio scatenato dalla rottura di una placca coronarica”.

In breve, la procura avanzava l’ipotesi che la morte del paziente poteva essere evitata, adducendo motivazioni di carattere prettamente medico: sarebbe bastata una diagnosi più approfondita.

Mura era un addetto alle pulizie nel reparto assistenza volo dell’aeroporto di Ciampino, trasferitosi da poche settimane dalla madre, con un giovanissimo figlio appena 18enne, e non è certo il primo (ne sarà l’ultimo) ad essere vittima di un caso di malasanità.

Indipendentemente dal risultato del processo, attualmente ancora in corso, resta il dolore della perdita di una vita.

Nessuna sentenza potrà riportarlo indietro.

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