La centrale nucleare di Paks, unica fonte di energia nucleare dell’Ungheria, è in grave pericolo a causa della storica siccità che sta colpendo l’Europa centrale. Il livello dell’acqua del Danubio, da cui la centrale attinge l’acqua di raffreddamento, è sceso a livelli critici, mettendo a rischio il funzionamento delle turbine.
Il primo ministro ungherese Peter Magyar ha annunciato misure urgenti per contrastare la situazione, tra cui l’affondamento controllato di due barge e la costruzione di una soglia nel letto del fiume.
La situazione è così grave che la Romania ha già dovuto chiudere uno dei suoi reattori nucleari a causa delle stesse condizioni.
Le misure urgenti per salvare la centrale di Paks
Il livello dell’acqua vicino alla centrale di Paks è attualmente 122 cm inferiore alla media e si prevede che scenderà ulteriormente, costringendo a spegnere una delle due turbine.
Per evitare il peggio, il governo ungherese ha deciso di affondare due barge di 80 metri per aumentare il livello dell’acqua di 20 centimetri. Questa misura temporanea servirà a mantenere in funzione le turbine mentre viene costruita una soglia nel letto del fiume, un’opera che richiederà settimane.
Il ministro della Difesa ha assegnato 100 soldati per lavorare giorno e notte alla costruzione della soglia, una struttura sommersa che rallenta la corrente e aumenta il livello dell’acqua.
La soglia, insieme all’affondamento delle barge, dovrebbe aumentare il livello dell’acqua di circa un metro, garantendo così il raffreddamento necessario per il funzionamento della centrale.
L’impatto della siccità sulle centrali nucleari europee
La siccità di quest’estate ha avuto un impatto significativo sulle centrali nucleari di tutta Europa. La Francia, uno dei maggiori produttori di energia nucleare del continente, ha dovuto chiudere sei dei suoi 57 reattori a causa delle alte temperature. Anche la Romania ha dovuto chiudere uno dei suoi reattori a causa del basso livello del Danubio.
La situazione è così grave che il primo ministro ungherese Peter Magyar ha espresso dubbi sulla possibilità di completare l’ampliamento della centrale di Paks, un progetto firmato dal suo predecessore Viktor Orbàn con una società russa. La mancanza di acqua di raffreddamento potrebbe infatti rendere impossibile il funzionamento della centrale a pieno regime.
La crisi idrica in Europa: un problema sempre più urgente
La crisi idrica non riguarda solo l’Ungheria. In Germania, il fiume Reno, una delle principali vie di trasporto dell’Europa, è a rischio di essere diviso in due a causa dei bassi livelli dell’acqua. In Francia, il 70% del paese è soggetto a restrizioni sull’uso dell’acqua. Anche altri paesi come l’Austria, la Slovacchia, la Serbia e la Bulgaria stanno affrontando problemi simili.
La situazione è così grave che il ministro dei Trasporti tedesco Steffen Bilger ha proposto di sospendere temporaneamente il divieto di circolazione dei camion nei giorni festivi per spostare parte del traffico dal fiume alla strada. Tuttavia, come ha sottolineato Carsten Brzeski di ING Research, sostituire una sola chiatta richiede fino a 100 camion o un intero treno merci.
La crisi idrica è un problema sempre più urgente che richiede soluzioni immediate. Le misure adottate dall’Ungheria per salvare la centrale di Paks sono un esempio di come i governi stiano cercando di affrontare la situazione. Tuttavia, è chiaro che servono soluzioni a lungo termine per adattare l’energia nucleare a un clima sempre più estremo.
