Il Trentino sta affrontando una delle estati più difficili degli ultimi anni in termini di disponibilità idrica. La siccità prolungata ha ridotto drasticamente la portata dei torrenti, mettendo a rischio la fauna ittica e l’agricoltura. In questo contesto, l’Associazione Pescatori Dilettanti Trentini (Apdt) sta lavorando senza sosta per monitorare e proteggere i corsi d’acqua minori.
La situazione è critica, soprattutto per i piccoli torrenti, dove anche un prelievo apparentemente modesto può avere conseguenze disastrose. Le pompe illegali e le derivazioni abusive stanno aggravando il problema, rendendo necessario un controllo capillare del territorio.
I controlli dell’Associazione Pescatori Dilettanti Trentini
In soli due giorni, l’Apdt ha monitorato almeno venti torrenti e rii, intervenendo in cinque situazioni critiche.
In alcuni casi, la portata naturale era così ridotta da richiedere il trasferimento della fauna ittica in acque più sicure. In altri, sono stati riscontrati prelievi eccessivi che hanno costretto l’associazione a intervenire insieme alla Forestale per ripristinare la legalità.
Christian Tomasi, presidente dell’Apdt, ha spiegato che “sui piccoli rii la situazione è particolarmente delicata.
Anche un prelievo che, in condizioni normali, potrebbe sembrare irrilevante può diventare significativo quando la portata naturale è già molto bassa.”
La rimodulazione del Deflusso minimo vitale
Per far fronte all’emergenza, la Provincia ha introdotto una misura temporanea che consente ai Consorzi di bonifica e di miglioramento fondiario di chiedere una rimodulazione del Deflusso minimo vitale (Dmv). Questa decisione, valida fino al 30 settembre, mira a garantire la tutela della fauna ittica e a rispondere ai fabbisogni agricoli.
Tuttavia, Tomasi ha sottolineato che “la possibilità di rimodulare il Dmv non significa che si possa prelevare acqua senza tenere conto delle condizioni del corso d’acqua. In una situazione di carenza idrica, serve ancora più attenzione.”
Le sfide future per la gestione dell’acqua
Mauro Capra, presidente della federazione provinciale dei Consorzi irrigui, ha definito il 2026 “l’annata che non potremo dimenticare”. La situazione è critica, con temperature elevate e scarse precipitazioni che hanno ridotto le risorse idriche disponibili. Capra ha evidenziato la necessità di una visione a lungo termine, che includa un maggior efficientamento dei sistemi di irrigazione e la realizzazione di nuovi bacini d’accumulo.
“Questa è per noi la stagione più difficile dal 2026. La situazione è critica e il calo delle risorse idriche sta mettendo a dura prova il sistema agricolo” ha dichiarato Capra. “Ora l’obiettivo è riuscire ad arrivare al raccolto, ma successivamente sarà necessario riunire un tavolo per decidere cosa fare per la gestione futura del problema.”
La crisi idrica non riguarda solo il Trentino, ma buona parte del Nord Italia. La collaborazione tra le regioni e la gestione oculata delle risorse saranno fondamentali per affrontare le sfide future e garantire la sostenibilità dell’agricoltura e dell’ambiente.
