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È Sempre Cartabianca, Mauro Corona duro sulla strage di Crans-Montana: "Loro arrostiti vivi, lei"

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È Sempre CartaBianca, la riflessione di Mauro Corona sulla strage di Crans-Montana: accuse dure e amare sulla tragedia e sul declino dell’umanità.

La tragedia di Crans-Montana irrompe nel dibattito televisivo di È Sempre CartaBianca: Mauro Corona, nel suo intervento, trasforma l’indignazione in una denuncia dura e senza sconti. Tra accuse morali, dolore per le giovani vittime e interrogativi sulla sicurezza del locale, le sue parole diventano il simbolo di una riflessione più ampia su responsabilità, umanità e valore della vita.

Crans-Montana: sicurezza, responsabilità e rabbia collettiva

Alla riflessione di Corona si sono aggiunti altri interventi carichi di sdegno, che hanno ampliato il discorso sulle responsabilità e sulle falle nei controlli. Francesco Facchinetti ha insistito sulla brutalità della morte dei giovani, ricordando che “i ragazzi sono bruciati a 800 gradi“, e auspicando una risposta giudiziaria severa e simbolica da parte delle autorità svizzere. Dj Ringo, invece, ha spostato l’attenzione sulle condizioni strutturali del locale, definito del tutto inadeguato e privo delle più elementari misure di sicurezza: “Non aveva niente a norma… non aveva gli estintori“.

Un insieme di voci diverse, ma accomunate dalla stessa rabbia e dalla richiesta di giustizia, che trasformano il racconto televisivo in una denuncia collettiva contro negligenza, avidità e mancanza di umanità.

È sempre Cartabianca, Mauro Corona su Crans-Montana: “Loro arrostiti vivi, lei”

Nel corso della sua consueta partecipazione a È Sempre CartaBianca, il programma di approfondimento condotto da Bianca Berlinguer in prima serata su Rete 4, Mauro Corona ha commentato con toni durissimi la tragedia di Crans-Montana. Lo scrittore e alpinista si è soffermato in particolare sulla figura di Jessica Maric Moretti, proprietaria del locale “Le Constellation”, che secondo alcune ricostruzioni sarebbe stata vista allontanarsi con la cassa durante l’incendio. Un comportamento che Corona ha definito moralmente inaccettabile, contrapponendo il valore del denaro a quello delle vite spezzate:

Io spero sia un’illazione questa di averla vista fuggire, pare che invece sia la verità. Lì stanno arrostendo vivi, inceneriti vivi, una quarantina di ragazzi minorenni con la vita di fronte, i loro sogni, le loro fidanzate e questa cosa pensa di fare? Mettere in salvo il malloppo“.

Da qui la sua presa di posizione netta:

Io se avessi avuto dentro 500 milioni li avrei lasciati lì pur di riuscire a tirar fuori uno di quei ragazzi“, parole che diventano una condanna senza appello di una scelta ritenuta disumana.

Mauro Corona ha concluso il suo intervento affermando che, a suo giudizio, l’umanità si è smarrita, ormai concentrata esclusivamente sull’accumulo di denaro e sulla costruzione di imperi personali. Ha definito tutto questo una profonda tristezza, parlando di atteggiamenti vili e mediocri, tali da suscitare disgusto.