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EAV BUS: AUTOBUS CON I SERBATOI A SECCO E DIPENDENTI SENZA STIPENDIO

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Napoli – Fine di una gloriosa azienda “La fu Circumvesuviana” (autolinee), parafrasando una celebre opera di Pirandello, oggi EAV BUS. Scenario apocalittico forse, ma quanto davvero lontano dalla realtà? Quali le prospettive se gli autobus non potranno svolgere il regolare servizio domani mattina a causa della mancanza di gasolio? Perché così stanno i fatti: manca il carburante.

I serbatoi sono a secco, la spia resta fisso sul rosso, e se anche ci fosse il gasolio, molti autobus resterebbero ugualmente fermi perché non ci sono i soldi per i pezzi di ricambio. Quali fondi, poi, destinati a garantire la sicurezza dei mezzi? La risposta sembra essere scontata: ben pochi. Ne sa qualcosa chi guida i treni della Circumvesuviana, personale e passeggeri viaggiano su binari usurati, insicuri. Questa, però è un’altra storia, altra azienda ormai ma, con gli stessi problemi causati dai tagli imposti dalla Regione.

Gli stessi problemi li stanno affrontando tutte le aziende confluite nel consorzio Eav Bus e non solo. L’intero trasporto pubblico campano vive un dramma senza eguali nella sua storia. Un dramma che si ripercuote su migliaia di famiglie, infatti, l’erogazione dello stipendio per il mese di novembre, non è garantita. Le casse sono vuote, i serbatoi sono vuoti. L’unica cosa che rischia di essere piena, saranno le fermate, a cominciare da domani e chi sa per quanto.

Fermate piene di viaggiatori infuriati che imprecheranno contro i dipendenti Eav Bus, gli unici privi di colpe. Si prova un senso d’impotenza di fronte a tutto ciò. C’è rassegnazione, sconforto, rabbia nella nota diramata dalle organizzazioni sindacali che “chiedono agli organi in indirizzo di intervenire affinche’ siano immediatamente erogate le risorse economiche necessarie per fare fronte allo stato di emergenza, al fine di assicurare agli utenti e cittadini campani la mobilita’ collettiva e ai lavoratori di EAVBUS le retribuzioni nei tempi previsti”.

Con buona pace dei viaggiatori, lavoratori anch’essi che hanno pagato un abbonamento e di cui difficilmente potranno usufruirne.

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