Eboli: nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.1
Eboli: nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.1
Cronaca

Eboli: nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.1

Eboli
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Dopo una serie di scosse registrate nella sera, nuovo terremoto a Eboli

Terremoto 3.1 a Eboli. Dopo una serie di scosse registrate nella serata di martedì 19 giugno, tutte di magnitudo molto leggero (non superiore a 2), nella mattinata di mercoledì 20 giugno a Eboli si è registrata una scossa di magnitudo superiore, pari a 3.1 della scala Richter.

Nuovo terremoto a Eboli

Le prime scosse si sono registrate nella notte di lunedì 18 giugno, pochi minuti prima di mezzanotte e 20. Leggera intensità anche per la scossa registrata l’indomani, a Marina di Tortora, nella provincia cosentina. Alle 11.03 di martedì 19 giugno nuova scossa a Castelsaraceno, Potenza.

Poi una serie di scosse di magnitudo compreso tra 1.5 e 2 della scala Richter sono state registrate a Torre dei Lombardi, in provincia di Avellino. Dalle 22.25 alle 22.29, poi un’ora dopo, intorno alle 23.19 e alle 23.45.

Nella notte del 20 giugno, alle 05.36, una scossa leggermente più intensa è stata percepita a Baragiano, ancora in provincia di Potenza.

Poi il terremoto a Eboli, di intensità nettamente superiore rispetto alle precedenti scosse di assestamento registrate nelle aree limitrofe. Terremoto di magnitudo 3.1 a Eboli.

A Ponte Barizzo, alle 8.03, si è registrata una scossa pari a 3.1 della scala Richter.

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Cinque scosse a Nusco

Cinque lievi scosse di terremoto sono state registrate nella notte a Nusco, in provincia di Avellino. Secondo i dati dell’Ingv, i movimenti tellurici sono avvenuti nell’arco di poco più di un’ora, tra le 22:25 e le 23:45.

Solo la prima scossa ha raggiunto il magnitudo di 2.0 della scala Richter. Le altre oscillano tra l’1.8 e l’1.1, tutte con ipocentro tra i dieci e i dodici chilometri di profondità.

Terremoto in Irpinia

La Campania è stata scossa da un terremoto devastante. Risale al 1980. Le vittime furono 2914. il magnitudo intensissimo, pari a 6.9 della scala Richter.

Domenica 23 novembre 1980. Ore 19:34: una scossa di magnitudo 6.9 in Irpinia provocò 2914 morti e 8848 feriti, oltre a circa 280.000 sfollati. Fu una vera strage. L’epicentro identificato tra i Comuni di Teora, Castelnuovo e Conza della Campania.

Il terremoto colpì le province di Avellino e Salerno, devastandole. Non esenti da danni anche la provincia di Potenza, in Basilicata. I paesi più danneggiati, oltre a quelli dell’epicentro, furono Laviano, Lioni e Sant’Angelo dei Lombardi. Ma crolli si verificarono anche a Napoli. In totale, furono 679 i Comuni colpiti. Le province coinvolte furono 8: tutte quelle della Campania e della Basilicata. Non si salvò neppure la provincia di Foggia, in Puglia.

Per molti il tempo si è fermato a quella maledetta sera del 1980: tanta la rabbia e il dolore. La terra mangiò l’Irpinia. Un vero e proprio fulmine nella terra. L’intera provincia di Avellino fu devastata, con 70 comuni rasi al suolo. Quasi 3000 i morti, 280 mila i senza tetto, 360 mila le abitazioni sbriciolate. Paradossalmente oggi il rischio sismico pare essere aumentato.

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Furono molte le testimonianze raccolte e i documenti redatti. C’era troppa impreparazione. Gravi gli errori commessi. Tra questi, si contarono ritardi fuori dal comune. In alcune delle zone colpite e i soccorsi giunsero solo cinque giorni più tardi. Ormai era troppo tardi. Per non parlare delle ricostruzioni. Fu difficile rimettere in piedi paesi completamente cancellati. Spazzati via in pochi istanti. La ricostruzione, tra costi lievitati a livello esponenziale e appalti truccati e gestiti dalla camorra, fu una vera e propria catastrofe nella catastrofe. La gente aveva perso tutto. Ma non la speranza e la voglia di ripartire. Da zero.

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Asia Angaroni
Asia Angaroni 741 Articoli
Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.