Pensioni, taglio alle rivalutazioni per gli assegni sopra i 1500 euro
Pensioni, taglio alle rivalutazioni sopra i 1500 euro
Economia

Pensioni, taglio alle rivalutazioni sopra i 1500 euro

Pensioni, il taglio della manovra
Conte, Salvini e Di Maio

Il taglio alle rivalutazioni degli assegni pensionistici voluto dalla manovra prevede decurtazioni per le pensioni sopra i 1500 euro netti mensili.

Con l’approvazione della manovra viene approvato anche il taglio alle rivalutazioni delle pensioni che superano i 1500 euro mensili netti. Con tale provvedimento il Governo vede rientrare nelle casse di Stato fondi non indifferenti: 253 milioni di euro nel 2019, 745 l’anno successivo e 1,2 miliardi nel 2021. Le pensioni che subiranno un taglio alle rivalutazioni (dettate dall’inflazione) sono circa 4 milioni, stando ai dati forniti dall’Inps. Il taglio non comporta una completa mancanza di rivalutazione all’aumentare dell’inflazione, ma un aumento dell’assegno percepito sotto-proporzionato.

Manovra, 2 miliardi dal taglio delle pensioni

Non trattandosi di un taglio diretto, i pensionati non percepiranno la mancata rivalutazione come tale. Ciononostante l’effetto sarà il medesimo. Il taglio delle rivalutazioni degli assegni pensionistici previsto dal maxiemendamento del governo comporterà infatti la diminuzione degli aumenti dovuti a partire dal 2019. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha commentato. “Il contributo sarà quasi impercettibile per le pensioni basse.

Neppure l’avaro di Moliere, forse, si accorgerebbe di qualche euro al mese in meno“.

Il taglio colpirà gli assegni pensionistici superiori ai 1522 euro netti. Gli effetti sensibili verranno però percepiti a partire da che percepisce 2537 euro lordi, circa 1750 euro netti. A un tale importo corrisponde un taglio di 69 euro lordi all’anno, quindi circa 50 euro netti e poco più di 4 euro mensili. All’aumentare dell’assegno pensionistico aumentano le decurtazioni previste dalla manovra. Considerando una pensione di 4059 euro lordi, circa 2500 netti, il taglio comporterebbe il mancato aumento di 250 euro annui. Una pensione da 8911 euro lordi, ossia 5000 euro netti, vedrebbe un mancato aumento annuale di 483 euro all’anno, ossia e 37 euro lordi al mese (20 euro al mese netti).

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Marta Lodola
Marta Lodola 718 Articoli
Classe 1994, nata e cresciuta a Milano. Laureata in Lettere, amante della storia. Giornalista d'aspirazione, educatrice e calciatrice per passione.