Reddito di cittadinanza, sindacati: il rischio è "guerra tra poveri"
Reddito di cittadinanza, sindacati: il rischio è “guerra tra poveri”
Economia

Reddito di cittadinanza, sindacati: il rischio è “guerra tra poveri”

reddito di cittadinanza

Cgil, Cisl e Uil presentano una memoria in Commissione Lavoro, spiegando che il carattere "ibrido" del reddito di cittadinanza creerà disparità.

Il reddito di cittadinanza genera “forti aspettative” ma rischia di non riuscire a centrale l’obiettivo. E’ quanto pensano i sindacati CGIL, CISL e UIL convocati in audizione informale il 5 febbraio 2019 davanti alla Commissione Lavoro del Senato per esprimere un parere sul provvedimento fortemente voluto dal MoVimento 5 Stelle.

Il carattere “ibrido” del RdC

“Rileviamo che il reddito di cittadinanza, – si legge nella memoria presentata dalle tre organizzazioni sindacali – avendo un carattere ‘ibrido’ tra contrasto alla povertà e misure di politiche attive, coniuga in modo improprio la povertà come criterio di accesso e le politiche attive come interventi previsti”.

Cgil, Cisl e UIl sottolineano infatti che “il criterio di suddivisione dei beneficiari tra Patto per il Lavoro e Patto per l’Inclusione Sociale, legato prevalentemente all’età e alla situazione occupazionale, risulta piuttosto rigido e può portare ad una suddivisione tutt’altro che ottimale dei nuclei beneficiari”.

Tra i requisiti richiesti, infatti, l’assenza di occupazione da non più di due anni da parte di almeno uno dei componenti del nucleo familiare che richiede il reddito di cittadinanza oppure un’età inferiore a 26 anni.

Esclude i lavoratori poveri

I sindacati inoltre non condividono “l’abrogazione del Piano Nazionale per la lotta alla povertà ed esclusione sociale (introdotto dal Rei) che definiva i primi livelli essenziali delle prestazioni demandando ai
Piani regionali la programmazione degli interventi e le priorità nell’utilizzo delle risorse, in quanto – si avverte – il rischio che si corre è la disomogeneità degli interventi tra regioni virtuose e non, che a nostro parere inaspriranno le disuguaglianze: è necessario, quindi, che azioni ed interventi siano
indirizzati su tutto il territorio nazionale”.

Per Cgil, Cisl e Uil quindi strumento è più improntato “all’inserimento nel mercato
del lavoro” piuttosto che “strumento universale di contrasto alla povertà” poiché “non incide e non
contrasta adeguatamente la cosiddetta povertà minorile”. Viene però evidenziato che “la misura del reddito di cittadinanza sembra attribuire, nel contrasto alla povertà, un ruolo prioritario all’avvio al lavoro come risolutivo di tale condizione, senza tuttavia tenere in considerazione il fatto che già oggi molti lavoratori sono poveri“.

Si evidenzia difatti che “la nuova misura, determinando un ampliamento davvero significativo dell’utenza dei centri per l’impiego, potrebbe porre a rischio concreto di ‘effetto spiazzamento’ gli altri utenti non beneficiari del RdC”. Per questo motivo le tre sigle sindacali evidenziano che “le politiche attive devono rappresentare un livello essenziale di prestazione per tutti gli utenti e non per i soli percettori di RdC”.

Anpal e navigator

Tra le criticità della norma che promuove il reddito di cittadinanza anche la previsione di assumere all’ANPAL Servizi circa 6 mila Navigator “con contratti di collaborazione”. “Questa è una condizione che rischia di alimentare ulteriormente e con numeri abnormi il bacino di precari presenti in ANPAL Servizi, innescando una vera e propria ‘guerra tra poveri’, – chiariscono Cgil, Cisl e UIl – mettendo in
concorrenza i nuovi precari con i vecchi precari già presenti in ANPAL Servizi da diversi anni”.

“Sono, infatti, 654 le lavoratrici e i lavoratori, oggi operanti in Anpal Servizi, con contratto a tempo
determinato o di collaborazione (il 60% del totale), e non è accettabile correre il rischio di
disperdere anche la loro professionalità acquisita in anni di attività.

– viene ricordato – Sarebbe quindi saggio che il Governo, quando sostiene che i navigator saranno stabilizzati, prendesse, in primis, in seria considerazione la completa stabilizzazione di tutti i precari di ANPAL Servizi”.

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