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Decreto Ristori, il governo approva aiuti per attività colpite dal Dpcm

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Il governo ha approvato nel pomeriggio il piano per un pacchetto di aiuti economici, noto come Decreto Ristori, per le attività colpite dal Dpcm.

Covid Conte all'Onu
Covid Conte all'Onu

A due giorni dalla presentazione del Dpcm contenente le nuove restrizioni anti coronavirus, il governo ha appprovato il cosiddetto Decreto Ristori, al fine di offrire un sostegno economico alle oltre 350mila imprese del settore della ristorazione, dello sport e dello spettacolo che sono rimaste direttamente colpite dalle chiusure anticipate disposte dall’esecutivo.

Il decreto ad hoc era stato annunciato dallo stesso Giuseppe Conte in conferenza stampa, e comprende tra le altre cose contributi a fondo perduto per ben due miliardi di euro.

Il contenuto del Decreto Ristoro

Nelle prime ore di martedì 27 ottobre alcune anticipazioni sul decreto erano stato fornite dal viceministro all’Economia Antonio Misiani, che aveva affermato: “Oggi pomeriggio il Consiglio dei ministri varerà un decreto legge con misure urgenti di sostegno alle imprese e alle famiglie interessate dalle misure restrittive: 2 miliardi di euro per i ristori e risorse per la proroga della cassa integrazione, gli indennizzi per i lavoratori intermittenti e stagionali, il credito d’imposta per gli affitti, il reddito di emergenza per chi non ha ulteriori sostegni”.

Proprio per quanto riguarda i contributi a fondo perduto, essi verranno erogati tra gli altri anche: “Ai soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività prevalente nell’ambito dei settori economici che sono oggetto delle limitazioni previste dai decreti del Presidente del Consiglio emanati nel mese di ottobre 2020 al fine di contenere la diffusione dei contagi da Covid-19, esponenzialmente cresciuti nel corso di questi ultimi mesi”. Così si legge nell’ultima bozza del decreto sul tavolo del Consiglio dei ministri

Proroga della cassa integrazione

Inserita nel decreto anche una proroga di sei settimane della cassa integrazione, che dovrà essere dunque compresa tra il 16 novembre del 2020 e il 31 gennaio del 2021: “I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19 possono presentare domanda di concessione dei trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga”.

Previsto inoltre nella bozza è inoltre previsto un rifinanziamento del reddito di emergenza e un finanziamento da 30 milioni per permettere ai medici di base di eseguire tamponi antigenici rapidi.

Previsto bonus di mille euro

Il ministero sta inoltre lavorando per l’introduzione di un bonus una tantum di mille euro per quelle categorie di lavoratori che saranno particolarmente colpite dalle chiusure decise con il Dpcm, tra cui rientrano i lavoratori stagionali del turismo; degli stabilimenti termali e i lavoratori dello spettacolo. Per questi ultimi, una delle categorie che più si è fatta sentire negli scorso giorni, il governo ha scritto nel decreto: “Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati dal 1 gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del presente decreto al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione, è riconosciuta un’indennità, pari a 1000 euro.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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