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Ema, Milano chiede la sospensione del trasferimento

Milano chiede alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea la sospensione del trasferimento della sede dell'Ema da Londra ad Amsterdam.

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Il Comune di Milano entra a gamba tesa sulla decisione di trasferimento dell’Ema, Agenzia del Farmaco, da Londra ad Amsterdam. Oltre al ricorso principale, è stato presentato da Milano un secondo procedimento, detto in gergo tecnico “sommario”, motivato dall’urgenza della situazione e per prevenire un danno grave e irreparabile a una delle parti.

Questo tipo di procedura messa in atto da Milano mira ad ottenere la sospensione dell’esecuzione di un atto di un’istituzione, che al momento è oggetto di un ricorso, o qualsiasi altro provvedimento provvisorio necessario al fine di prevenire un danno grave e irreparabile per una delle parti.

Ema, Milano chiede sospensione

A questo punto, toccherà alla Corte Ue valutare la fondatezza della richiesta fatta da Milano. Tale valutazione, si fonderà su due criteri: l’urgenza e il rischio di danni irreparabili.

Di solito, i tempi giuridici standard sono molto ampi e ciò porterebbe ad una sentenza oltre il tempo necessario. Nel caso in cui la Corte dovesse riconoscere tali argomenti, la sospensione del trasferimento dell’Ema da Londra a Amsterdam rimarrebbe provvisoria in attesa della sentenza vera. Nell’altro ricorso presentato parallelamente dal governo italiano, non risulta invece una richiesta simile di sospensiva.

A spiegare ora i passi successivi che compierà la Corte Ue, è il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha detto: “Il primo passaggio da aspettare è la visita della Commissione che avverrà il 12 di questo mese.

Quello sarà un passaggio importante. Su questo tema di Ema, io certamente non voglio mollare. Mi pare che ogni giorno i dubbi aumentino rispetto alla proposta degli olandesi. Certamente – ha detto il sindaco di Milano – lo dico senza rischio di smentita, non sono stati molto corretti perché hanno lasciato intendere che la soluzione transitoria sarebbe stata sufficiente per le esigenze di Ema. Sto sollecitando ancora il nostro governo. Io e Maroni stiamo preparando una lettera da mandare a Gentiloni, risottolineando il tutto e facendo il punto, per ribadire quanto noi ci teniamo e riteniamo che il governo e la nostra politica a Bruxelles facciano la propria parte. Dal governo abbiamo avuto la rassicurazione che il tema viene portato in maniera significativa a Bruxelles. In questo momento non è un problema di lamentarci, né di frignare perché siamo stati quelli penalizzati al sorteggio”.

La lettera sull’Ema scritta dal sindaco Sala e dal presidente della Regione Lombardia Maroni al premier Paolo Gentiloni, ha come obiettivo di sollecitare il governo ad effettuare un intervento politico, atto a riaprire il tavolo del Consiglio europeo. Una richiesta, che consentirebbe all’Italia di poter discutere nuovamente con gli altri Paesi la propria candidatura, mettendo in risalto la fragilità di quella olandese.

Dunque, resta da vedere quanto realmente il governo italiano sia intenzionato a fare una mossa del genere, accontentando Sala e Maroni. Un gesto, che porterebbe l’Italia a fare un tentativo estremo per ottenere ciò che in realtà meriterebbe.


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