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Esposto ad Agcom dopo l'esibizione di Dargen D'Amico con il fiore arancione

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Il Codacons ha segnalato ad Agcom l'esibizione di Dargen D'Amico al Festival di Sanremo 2026: il fiore arancione indossato sul palco sarebbe collegato a un marchio sponsor del Fantasanremo

Diciamoci la verità: il caso è destinato a creare dibattito. Il 26 febbraio 2026 il Codacons ha depositato un esposto presso l’Agcom per segnalare un possibile episodio di pubblicità occulta sul palco del Teatro Ariston durante il Festival di Sanremo. Al centro della contestazione vi è l’esibizione di Dargen D’Amico, che avrebbe indossato un fiore arancione riconducibile a un marchio sponsor del gioco fantacalcistico alternativo legato alla kermesse, il Fantasanremo. L’associazione chiede verifiche sulle circostanze e sulle eventuali violazioni della normativa sui messaggi promozionali trasmessi in ambito broadcast.

La denuncia e le motivazioni del Codacons

Il Codacons sostiene che l’esposizione sul palco di simboli o oggetti collegati a sponsor di iniziative parallele come Fantasanremo configuri una forma di promozione indiretta. Secondo l’associazione, il gesto dell’artista assumerebbe rilievo promozionale quando è riconducibile a vantaggi per il marchio sponsor.

L’associazione ha richiamato il regolamento del Fantasanremo, che assegna un bonus di 10 punti ai partecipanti che indossano o portano in scena il cosiddetto \”fiore arancione\”. Per il Codacons, quel meccanismo determinerebbe un beneficio diretto al marchio e renderebbe il comportamento assimilabile a pubblicità occulta.

Il Codacons chiede verifiche sulle circostanze segnalate e sull’eventuale violazione della normativa che disciplina i messaggi promozionali in ambito broadcast. Spetterà all’Agcom valutare la sussistenza di irregolarità e l’eventuale avvio di procedimenti ispettivi.

Il ruolo del bonus del Fantasanremo

Spetterà all’Agcom valutare la sussistenza di irregolarità e l’eventuale avvio di procedimenti ispettivi. Il Codacons contesta che il meccanismo dei bonus nel Fantasanremo possa trasformare in pratica promozionale la comparsa di simboli o oggetti inquadrati durante le serate del Festival.

L’associazione osserva che, quando tali simboli sono collegati a sponsor commerciali, la loro visibilità in diretta potrebbe configurare pubblicità occulta o violare le norme sulla trasparenza della comunicazione commerciale. La richiesta all’Autorità mira a chiarire se gli elementi segnalati costituiscano una forma di promozione non adeguatamente identificata al pubblico televisivo.

La decisione dell’Autorità determinerà se siano necessari interventi ispettivi o correttivi da parte delle emittenti o degli organizzatori. L’eventuale avvio di procedimenti e le relative determinazioni saranno resi noti dalle autorità competenti.

Prove e riscontro social

A supporto dell’esposto, il Codacons ha citato post e promozioni pubblicate dalle pagine social del marchio coinvolto. Tra gli elementi indicati figura la gerbera arancione mostrata nella comunicazione ufficiale dell’azienda e associata all’esibizione di Dargen D’Amico.

Secondo l’associazione, la ricorrenza del fiore nei contenuti social suggerisce che la sua comparsa sul palco non fosse casuale ma parte di iniziative promozionali coordinate. L’ipotesi è inquadrata come pubblicità occulta, ossia la diffusione di messaggi promozionali non chiaramente identificabili come pubblicità.

Il collegamento con Aperol

Le pagine Instagram del brand ritenuto sponsor hanno rilanciato immagini del fiore e rimandato all’esibizione dell’artista. Il Codacons ha inserito questi post nell’esposto come elemento probatorio di un messaggio pubblicitario sottinteso.

Secondo le segnalazioni, l’azienda avrebbe pubblicato contenuti che mostrano lo stesso fiore indossato sul palco, rafforzando il sospetto di una correlazione tra sponsorizzazione e presenza scenica. Le autorità competenti valuteranno gli elementi presentati e decideranno eventuali sviluppi procedurali.

Conseguenze e responsabilità

Dopo l’esposto, le autorità competenti valuteranno gli elementi presentati e decideranno eventuali sviluppi procedurali. Il Codacons ha chiesto ad Agcom di avviare accertamenti e di applicare le sanzioni previste in caso di pubblicità occulta.

La normativa citata nell’esposto prevede che, se si accerta la violazione, le sanzioni possano ricadere direttamente sugli interpreti coinvolti. Il regolamento Rai relativo al Festival impone infatti che gli autori delle infrazioni siano chiamati a rispondere anche sul piano economico per quanto avviene durante le esibizioni. In questo contesto, Agcom valuterà la documentazione probatoria messa a disposizione dall’associazione.

Impatto sul Festival e sul pubblico

Secondo il Codacons, la pratica contestata costituisce un danno per il pubblico televisivo, che fruisce del Festival con l’aspettativa di contenuti editoriali trasparenti. L’associazione sottolinea come la linea tra contenuto artistico e messaggio promozionale richieda regole chiare per tutelare i telespettatori.

Se confermate, le irregolarità segnalate potrebbero innescare modifiche procedurali nelle regole di conduzione e di controllo delle esibizioni. Le decisioni di Agcom definiranno gli eventuali provvedimenti amministrativi e gli obblighi di risarcimento previsti dal regolamento Rai, con possibili ripercussioni sui contratti e sulle produzioni coinvolte.

Chi è l’artista al centro della vicenda

Dargen D’Amico, nome d’arte di Jacopo Matteo Luca D’Amico, è uno dei concorrenti dei Big al Festival di Sanremo con il brano Ai ai. L’artista ha già partecipato in passato al Festival e si distingue per uno stile che fonde elementi cantautorali e hip hop. La sua immagine pubblica, caratterizzata anche dall’uso ricorrente di occhiali da sole, è oggetto di attenzione del pubblico e della stampa durante le serate dell’Ariston.

Le precedenti partecipazioni

Dargen D’Amico è tornato più volte sul palco dell’Ariston, esperienze che hanno consolidato la sua visibilità nel contesto sanremese. Quegli antecedenti aumentano la rilevanza della sua presenza nell’edizione in corso e spiegano l’interesse mediatico attorno alla segnalazione presentata da associazioni e osservatori.

Prossimi passi e attese

Ora la palla passa ad Agcom, che valuterà la documentazione presentata e deciderà se avviare un’istruttoria formale. L’iter determinerà se sono emersi elementi sufficienti per accertare una violazione delle norme sulla comunicazione commerciale.

In caso di riscontro di pubblicità occulta, le misure previste dalla normativa vigente potranno comprendere sanzioni amministrative e l’attribuzione di responsabilità agli operatori coinvolti. La vicenda mette in evidenza come i linguaggi visivi e le pratiche di sponsorship possano interagire con la comunicazione artistica di un evento televisivo, e sarà l’esito dell’istruttoria a chiarire il confine tra creatività e obblighi di trasparenza.