Attentato kamikaze a Kabul, strage tra gli ulema: 40 morti
Attentato kamikaze a Kabul, strage tra gli ulema: 40 morti
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Attentato kamikaze a Kabul, strage tra gli ulema: 40 morti

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A Kabul si erano radunati ulema (dotti musulmani) venuti da tutto l'Afghanistan. Un kamikaze si è fatto esplodere durante una celebrazione.

“Il numero dei pazienti arrivati in seguito all’attacco avvenuto alla Uranus Wedding Hall durante il Consiglio degli Ulema è salito a 40. Tra loro, 7 erano già morti all’arrivo” informa su Twitter Emergency. In realtà il bilancio delle vittime è ben più drammatico. In Afghanistan, infatti, c’è stato un attentato in una sala per ricevimenti di Kabul, vicino all’aeroporto.

Nuova strage tra gli ulema

All’interno del locale si era radunata una grande folla, perché era stata organizzata una cerimonia religiosa. Stando a quanto riferisce il ministero della Sanità afghana, sono saliti a 40 i morti mentre i feriti sarebbero almeno una sessantina, molti di questi in gravi condizioni. In base alle prime ricostruzioni, si sarebbe trattato di un attentato kamikaze, che ha preso di mira un incontro di “ulema”, cioè dotti musulmani, venuti da tutto il Paese come specifica il ministero della Difesa.

All’interno della sala sembra che ci fossero un migliaio di persone, e per questo motivo si teme che il numero di morti e feriti possa aumentare nelle prossime ore.

Al momento, l’attacco non è stato rivendicato da nessun gruppo jihadista. In Afghanistan però sono ancora attivi sia i talebani che i miliziani dello Stato Islamico.

Nel giugno 2018 fu l’ISIS a rivendicare la strage degli ulema, avvenuta sempre a Kabul. Il kamikaze all’epoca si mescolò con i partecipanti a una “loya jirga” (Gran Consiglio). Gli ulema avevano appena lanciato una fatwa contro il terrorismo. “La guerra è illegale e non ha radici nella legge della Sharia (…) È illegale secondo le leggi islamiche e non sta facendo altro che versare il sangue dei musulmani. Noi ulema religiosi facciamo appello ai taliban affinché rispondano positivamente all’offerta di pace del governo afgano per evitare nuovi versamenti di sangue nel Paese” si leggeva nella dichiarazione sottoscritta dai membri del Gran Consiglio.

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