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Ucraina-Russia, i marinai confessano "È stata provocazione"

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I marinai dell'Ucraina a bordo delle navi coinvolte nello scontro del Mar Nero hanno confessato. Ma Kiev replica: "Mosca li sta minacciando".

A due giorni dalla “battaglia navale” che nel Mar Nero ha visto opporsi Ucraina e Russia, arrivano le prime dichiarazioni ufficiali da parte degli uomini che si trovavano a bordo delle navi speronate.

I marinai ucraini hanno confessato di aver agito con l’obiettivo di provocare Mosca. Vladimir Lesovoy, comandante della Marina di Kiev, ha dichiarato ai servizi segreti russi: “Le richieste radio dalle guardie di frontiera russe sono state deliberatamente ignorate, c’erano armi e mitragliatrici a bordo: ero consapevole che si trattava di una provocazione“. La televisione di Stato russa ha diffuso il video della confessione. Anche Andrei Drach, ufficiale dei servizi di sicurezza ucraini, ha ammesso lo sconfinamento in acque territoriali russe.

Il presidente dei servizi di sicurezza ucraini, Vasyl Hrytsak, ha dichiarato che a bordo delle navi speronate si trovavano alcuni agenti di controspionaggio. Ma, ha precisato, “i funzionari del controspionaggio accompagnano costantemente le unità navali delle forze armate, della guardia nazionale e del servizio di confine di Stato”.

Kiev “Confessione estorta”

Ihor Voronchenko, capo di stato maggiore della marina ucraina, non crede alla ricostruzione dei fatti diffusa dai canali ufficiali russi.

“Conosco i marinai del Nikopol, sono sempre stati onesti e professionali e quello che hanno detto ora non è vero“, ha commentato. Diverse le versioni fornite dai due Paesi coinvolti anche a proposito del video che mostra il momento della “battaglia navale”. Secondo la Russia, è la testimonianza di un’azione premeditata. Per il ministro dell’Interno ucraino, Arsen Avakov, si tratta invece della “prova dell’attacco da parte dei russi. È stata un’aggressione.

Confidiamo nella reazione da parte degli altri paesi della comunità internazionale”.

Russia “Nessuna mediazione”

Mosca rifiuta di negoziare una mediazione con l’Ucraina. Il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, ha dichiarato di non vederne la necessità. Lavrov ha inoltre invitato tutti i capi di Stato alleati a mandare un “segnale forte” a Kiev affinché episodi del genere non si ripetano in futuro.