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Grenfell Tower: Gloria Trevisan, l’ultima chiamata di addio
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Grenfell Tower: Gloria Trevisan, l’ultima chiamata di addio

Gloria Trevisan e Marco Gottardi
Gloria Trevisan e Marco Gottardi

Emanuela Disaro ha raccontato le ultime parole delle figlia prima di morire nel rigo della Grenfell Tower. "Non voglio che mi senti morire, addio".

Emanuela Disaro, nell’udienza britannica sull’incendio della Grenfell Tower di Londra, ha raccontato l’ultima telefonata con la figlia, Gloria Trevisan: “Mamma, metto giù. Mi dispiace per voi, non voglio che mi sentite morire. Addio”. Nel rogo che ha distrutto il grattacielo morirono in totale 72 vittime, con Gloria anche il fidanzato Marco Gottardi.

Un’ultima telefonata per dire addio

“Mamma, c’è il fuoco, metto giù, non voglio che tu senta le mie ultime grida. Addio”. Sono state le ultime parole di Gloria Trevisan alla mamma prima di morire, insieme al fidanzato, nel rogo della Grenfell Tower a Londra il 14 giugno 2017. Quell’ultima telefonata durata 22 minuti e che ha fatto gelare il sangue, è stata interrotta bruscamente solo per evitare che i genitori la sentissero morire. Così Gloria Trevisan, 26 anni, ha detto “ciao” alla vita insieme al fidanzato Marco Gottardi. Lo ha raccontato la mamma di Gloria, Emanuela Disaro, durante l’udienza britannica sull’incendio.

Da mesi la magistratura d’oltre Manica sta interrogando i superstiti, i famigliari delle 72 vittime e i soccorritori per cercare di far luce sulla tragedia. Ma i giudici stanno ascoltando anche quei manager, amministratori locali e politici a cui molti imputano responsabilità pesanti. Emanuela è stata ascoltata mercoledì 5 dicembre 2018 e, con fatica, ha ricordato gli ultimi terribili minuti della figlia, la quale – spiega – è passata “dal panico, al terrore, alla consapevolezza e infine alla rassegnazione”. Gloria era partita insieme a Marco alla volta della Gran Bretagna con il sogno di trovare un lavoro da architetto.

Il racconto di Emanuela Disaro

Nel suo racconto, Emanuela Disaro ha riportato tutto, senza tralasciare alcun dettaglio. Ricorda le grida della figlia, il suo incoraggiamento e quello del marito nel trovare una via di fuga, la convinzione che la salvezza – alla fine – sarebbe arrivata. Fino alla rassegnazione difronte alla potenza delle fiamme. Gloria e Marco si trovavano ai piani alti dell’edificio, quei piani mai raggiunti dai vigili del fuoco perchè troppo rischioso. “Se il fuoco arriva qui mi butto dalla finestra, te lo giuro mamma, sono nel soggiorno e vedo fiamme dappertutto, stiamo solo aspettando”. Gloria era incredula, il suo sogno non poteva finire così. La conservazione tra la ragazza e la mamma è stata registrata e trascritta in una lettera senza risparmiare nulla. Durante il racconto, ad un certo punto Emanuela rievoca la sensazione di impotenza provata quando la figlia era decisa a chiudere la telefonata. “Passami Marco”, le ha detto la mamma. Ma anche Marco era impegnato a salutare il padre. “Mi dispiace per voi, ma adesso voglio restare con Marco. E’ tempo di dirci addio, di essere forti“. Un abbraccio prima del silenzio per risparmiare alla madre il peso atroce di dover assistere alla morte di un figlio.

Incendio Grenfell Tower: 72 morti

L’incendio della Grenfell Tower a Londra è scoppiato nella notte del 14 giugno 2017. Si trattava di un grattacielo popolare di 24 piani, amministrato al risparmio e con manutenzione scadente ai margini dei quartieri del lusso di Kensington e Chelsea, nella quale morirono 72 persone. Le operazioni di soccorso sono durate due giorni durante i quali sono stati impiegati 250 vigili del fuoco e 45 autopompe. Le operazioni di spegnimento e di salvataggio si sono rivelate estremamente complesse a causa della violenza dell’incendio e dal timore di un cedimento strutturale dell’edificio. Si sono concluse il 16 giugno quando il capo delle operazioni di spegnimento ha dichiarato che non c’erano più speranze di trovare superstiti.

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