Brexit, il Parlamento boccia l’accordo di Theresa May
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Brexit, il Parlamento boccia l’accordo di Theresa May

Jeremy Corbyn, leader dei Laburisti, avanza la mozione di sfiducia, che potrebbe mettere il Regno Unito di fronte a elezioni generali anticipate.

La Camera dei Comuni si è espressa sull’accordo di Theresa May sulla Brexit, bocciando quanto proposto dalla premier del Regno Unito. Lo scarto è enorme, ben 230 voti. Con Jeremy Corbyn che chiama a gran voce la mozione di sfiducia, e i leader europei che esortano il governo a decidere il da farsi in fretta, Theresa May si trova all’angolo, costretta a confronti con gli altri partiti per trovare una frettolosa soluzione comune.

Regno Unito, bocciato l’accordo per la Brexit

Pesante sconfitta a Westminster per Theresa May: la sua proposta di un accordo post-Brexit con l’Unione Europea è stata bocciata dalla Camera dei Comuni con 432 voti contro e 202 a favore – lo scarto di 230 voti rappresenta la sconfitta peggiore di un governo nella storia del Regno Unito. Di fronte a una Theresa May così ridimensionata, e il crescente rischio per il paese di affrontare una Brexit disordinata, ovvero senza un accordo con l’Unione Europea, il leader dell’opposizione, Jeremy Corbyn, propone una mozione di sfiducia contro la leader dei Conservatori.

“Il voto di fiducia darebbe al Parlamento l’opportunità di esprimere un verdetto sulla totale incompetenza di questo governo” così si è espresso il leader dei Laburisti.


Juncker “Rischio di un’uscita disordinata”

Mentre in tempi di normale amministrazione una sconfitta su un argomento chiave della legislatura metterebbe il governo di fronte a immediate elezioni generali, Theresa May si è detta intenzionata a portare avanti la Brexit, e ha organizzato degli incontri interpartitici per trovare un accordo comune senza mettere in discussione la Brexit stessa. In precedenza, la May aveva dichiarato “E’ più probabile che non ci sia una Brexit, piuttosto che una Brexit senza un accordo”. Indubbiamente le cose si stanno facendo sempre più complesse per chi ha votato “Leave” con l’intenzione mantenere relazioni economicamente vantaggiose col vecchio continente. Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, si è detto contrariato per l’esito del voto, e ha esortato il Regno Unito a “chiarire le proprie intenzioni e procedere di conseguenza il prima possibile“.

Di simili vedute Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Europea “Il rischio di un’uscita disordinata è aumentato con il voto di stasera. Mentre non vogliamo che accada, la Commissione proseguirà il suo lavoro per assicurare che l’Ue sia pienamente preparata. Chiedo al Regno Unito di chiarire le sue intenzioni il prima possibile. Ci siamo quasi”.

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