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Bielorussia, scoperta fossa comune con resti di ebrei fucilati
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Bielorussia, scoperta fossa comune con resti di ebrei fucilati

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Sono passati più di 70 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale, ma il male che ha portato nel mondo sembra non avere fine. Una fossa comune con resti di ebrei sterminati dai nazisti è stata trovata in Bielorussia, in un cantiere di Brest, al confine con la Polonia.

Considerato il numero delle spoglie è possibile che all’interno della fossa siano finite più di mille persone, per la maggior parte donne, bambini e anziani. Al momento i resti recuperati sono 730. La causa della morte è la fucilazione: i crani riportano ferite di arma da fuoco.

I primi resti sono stati rinvenuti qualche settimana prima: da allora ogni giorno è teatro di una nuova macabra scoperta. L’agenzia di stampa JTA riporta che, oltre alle ossa, vengono ritrovati vestiti, scarpe e altri oggetti personali appartenute alle vittime. Il sindaco di Brest, Alexander Rogachuk, ha affermato che le ossa appartenevano agli ebrei rinchiusi dai nazisti nel ghetto durante la Shoah.

Uccisi 3 milioni di bielorussi

I civili bielorussi uccisi dalla Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale furono 3 milioni; di questi 800.000 erano ebrei. I nazisti presero Brest nel Giugno 1941: le fucilazioni iniziarono fin da subito.

Tutte le vittime, prima di essere fucilate, venivano fatte spogliare completamente. Nel Dicembre del ’41 i nazisti crearono il ghetto contenente una popolazione di circa 18 mila persone.

I militari al lavoro per il recupero delle ossa vivono giorni strazianti. Dmitry Kaminsky, uno dei capi per le operazioni si è così espresso: “quando troviamo lo scheletro di un bambino o lo scheletro di una madre che lo protegge, è davvero dura. Questi non sono sentimenti piacevoli”.

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