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India, violano la quarantena: costretti scrivere 500 volte mi dispiace

I turisti violano la quarantena in India e vengono costretti a scrivere per tante volte "mi dispiace"

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In India 10 turisti avevano violato la quarantena prevista dall’emergenza coronavirus per fare un passeggiata senza rispettare le distanze di sicurezza e, una volta scoperti dalle forze dell’ordine locali, sono stati costretti a scrivere per punizione 500 volte la frase: “Non ho seguito le regole di blocco, quindi mi dispiace tanto“.

A riferirlo le autorità di Rishikesh, cittadina nota soprattutto ai fan dei Beatles che nel loro viaggio in India del 1968 fecero qui tappa in un Ashram alla ricerca della loro spiritualità. Un modo senza dubbio originale di sanzionare i contravventori delle norme che impongono il distanziamento sociale e l’isolamento che ricorda le punizioni che venivano inflitte nelle scuole tanti anni fa.

India, costretti a scrivere “Mi dispiace”

Come riferito da vari quotidiani locali la pratica messa in atto dalla polizia indiana non sarebbe così inusuale visto che molto spesso si ricorrerebbe a punizioni di questo tipo per far comprende a pieno alle persone il disagio creato, oltre che il pericolo al quale hanno esposto loro stessi e l’intera comunità.

La tecnica del far scrivere più volta la propria colpa verrebbe utilizzata soprattutto con i turisti che commettono dei gesti irresponsabili.

“Paese che vai usanza che trovi” verrebbe da dire, ma anche il motto “Tutto il mondo è paese” si potrebbe ben adattare a questa situazioni visto che ovunque si assiste sempre più spesso a casi di persone che violano la quarantena, arrancando futili scuse alla base del loro spostamento.

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