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Coronavirus, mascherine in Finlandia dalle scorte della Guerra Fredda

Il Governo della Finlandia ha deciso di attingere alle scorte dalla Guerra Fredda per recuperare mascherine durante la pandemia Coronavirus.

Coronavirus, Finlandia: mascherine del dopo guerra
La Finlandia combatte il Coronavirus con mascherine recuperate dai magazzini della guerra.

Per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, che vede scarseggiare le mascherine anche in Finlandia, il Paese ha deciso di attingere alle scorte della Guerra Fredda. I magazzini segreti di materiale stoccato per decenni sin dall’evento storico sono stati aperti.

Mascherine del dopo guerra in Finlandia

Fra tutte le cose messe via nel timore di un’invasione da parte della Russia, nei magazzini finlandesi sono rinvenute delle mascherine. “Sono un po’ vecchiotte, ma funzionano ancora bene“, spiega Tomi Lounema, Ceo del Centro Nazionale Finlandese per le provviste d’emergenza.

Come in Italia, anche in Finlandia i dispositivi di protezione individuale e il materiale sanitario scarseggiano. Il problema si è poi esteso anche a tantissimi altri Paesi europei, tanto che se ne stanno importando diversi dalla Cina.

Päivi Sillanaukee, Direttore Generale del Ministero della Salute e Welfare di Helsinki, ha spiegato che le operazioni hanno avuto luogo il 23 marzo 2020, quando nel Paese si sono adottate misure anti contagio.

Coronavirus sul territorio finlandese

In Finlandia, fortunatamente, l’espansione del Coronavirus è abbastanza contenuta ad oggi. Ci sono 3.369 casi positivi accertati e 75 decessi. Il primo caso registrato è stata una donna cinese di 32 anni, residente a Saariselka, e rientratavi il 23 gennaio 2020 dall’Asia.

A diffondere la notizia è stata Stella Kyriakides, Commissario Europeo alla Salute.

Il Paese nordico è stato protagonista di una scelta alquanto singolare: determinare quella di influencer come professione strategica e necessaria durante la pandemia. Si tratta di una classificazione unica al mondo, nessuno finora li avrebbe mai inseriti fra dipendenti sanitari, produttori alimentari, trasportatori e commessi. “Siamo consapevoli che la comunicazione governativa e istituzionale non può raggiungere tutti”, ha detto Aapo Riihimäki, communication specialist del PM finlandese Marin, “Un tempo questo era possibile attraverso media tradizionali come la televisione, ma oggi, specialmente i più giovani, si informano sui social media”.

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