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Incendio a Lesbo, migranti in fuga: tra loro 35 positivi al coronavirus

Tra i migranti in fuga dopo l'Incendio nell'hotspot di Lesbo ve ne sono 35 positivi al coronavirus: si teme che i contagi possano esplodere.

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Migliaia di migranti sono fuggiti dopo l‘incendio che ha devastato il campo profughi di Moria sull’isola di Lesbo: almeno 35 di loro sono positivi al coronavirus ma non si esclude che i numeri possano aumentare. Le organizzazioni non governative denunciano le condizioni degli hotspot in Grecia e la politica migratoria europea di “contenimento ed esternalizzazione delle frontiere“.

Incendio a Lesbo: migranti positivi al coronavirus

Sono più di 12 mila i profughi che sono fuggiti intorno al campo o verso altre città senza un piano per l’evacuazione. Una situazione che desterebbe preoccupazione di per sé e per cui il governo greco ha dichiarato lo stato di emergenza, ma che diventa ancora più allarmante dopo la notizia che una parte di loro ha contratto l’infezione. I casi accertati sono ridotti a 35 ma potrebbero essere molti di più, dato che i positivi non hanno protezioni né sono in condizioni di rispettare sempre il distanziamento.

Inutile sottolineare che lavarsi le mani, tenere 2 metri di distanza e stare a casa non è mai stata un’opzione possibile per tutte queste persone“, ha evidenziato Giulia Cicoli, Direttrice Programmi & Advocacy per l’ong Still I Rise. Non lo è ora, che l’80% del centro è andato a fuoco, ma non lo è mai stato nemmeno prima.

L’associazione ha infatti spiegato che da anni gli hotspot sono al collasso e senza igiene né sicurezza, e l’epidemia in corso non ha fatto altro che far peggiorare la situazione.

Nonostante le loro richieste di evacuarli immediatamente, “le autorità greche ed europee hanno ignorato le nostre grida di allarme“. Di qui la richiesta di trasferire i migranti in fuga in un posto sicuro in modo da evitare l’esplosione di una bomba sanitaria.

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