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Regno Unito, sopravvissuto ad un volo appeso al carrello di un aereo

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Themba Cabeka e Carlito Vale volarono nel Regno Unito sul carrello di un aereo. Cabeka, il solo sopravvissuto, lo racconta ora in un documentario.

Themba Cabeka, Regno Unito

Un giovane sudafricano è riuscito nell’impresa di sopravvivere ad un viaggio di 11 ore passato sul carrello di un aereo. Con lui c’era anche un suo caro amico. Purtroppo, per quest’ultimo la sorte è stata diversa.

Regno Unito, da Johannesburg a Londra sul carrello dell’aereo

Il superstite si chiama Themba Cabeka. Ha 30 anni ed proviene dal Sud Africa. Insieme ad un suo connazionale e amico, Carlito Vale, ha escogitato un disperato tentativo per raggiungere l’Europa ed cominciare una nuova vita. I due si sono nascosti nel carrello di un aereo della British Airways che stava partendo da Johannesburg (Sud Africa) con direzione Londra.

Cabeka è riuscito a sopravvivere. Vale, invece, è deceduto nel corso delle procedure d’atterraggio presso l’aeroporto di Heathrow di Londra.

È precipitato da 430 metri (1.400 piedi), procurandosi lesioni multiple gravissime. Lesioni che non gli hanno dato scampo.

Dei medici, hanno dato una spiegazione al perché Cabeka sia ancora tra noi. La parte dell’aereo dove i due si trovavano raggiunge temperature estremamente basse durante volo.

Questo ha portato il corpo dell’uomo ad “uno stato di animazione sospesa. Ciò significa che la sua temperatura corporea è calata. Di conseguenza, i suo organi critici sono entrati in una sorta di “modalità standby“, permettendo un minore utilizzo di ossigeno.

Questa vicenda risale al giugno del 2015. E’ tornata recentemente sotto i riflettori per l’uscita di un nuovo documentario. Si tratta di The Man Who Fell from the Sky, un lavoro che sarà mandato in onda questa settimana dall’emittente televisiva britannica Channel 4.

In esso Cabeka ha raccontato proprio la sua incredibile esperienza. Ha parlato anche del suo amico deceduto. È la prima volta in assoluto che lo ha fatto.

Il quotidiano inglese The Guardian ha riportato alcune dichiarazioni e parti di racconto presenti nel documentario. Tra di esse ci sono alcune che riguardano l’aspetto più toccante di tutta la vicenda. Sono le ultime parole tra Cabeka e il suo compagno di viaggio.

L’uomo ha ricordato così gli ultimi momenti passati con Vale: “Lui ha detto ‘Ce l’abbiamo fatta’, e poi io sono svenuto per la mancanza di ossigeno”. Ha poi aggiunto: “Ricordo quando ho parlato con Carlito … ha detto che voleva fare il DJ e che sarebbe tornato a prendere sua figlia dopo pochi anni“.

Nel documentario Cabeka ha descritto anche il modo in cui si sono preparati per il rischioso viaggio. I due si sono documentati e hanno pianificato consultando un libro con diverse planimetrie di aerei.

Hanno pure cambiato idea sul volo da prendere: “Pensavamo di poter scegliere Delta, ma abbiamo pensato di fare un volo più breve … portiamone uno a Londra“. Secondo le dichiarazioni dell’uomo, inoltre, non hanno ricevuto alcuno aiuto interno per raggiungere l’aereo.

Oltre a ciò, Cabeka si è lasciato sfuggire alcuni dettagli riguardanti il viaggio in sé. “Non ero lontano dal motore. Potevi sentirlo fuori mentre girava ”, o ancora “Potevi persino vedere le case laggiù quando l’aereo stava volando“. Ha addirittura affermato che l’aver ad un certo punto stretto le braccia attorno a dei cavi lo abbia salvato dal cadere. Ciò gli ha, però, provocato diversi segni di bruciature.

Quella di Cabeka è una storia che ha un lieto fine. E’, infatti, riuscito nell’intento di costruirsi una vita nel Regno Unito. Da cinque anni abita a Liverpool. Qui gli hanno dato il soprannome di Justin.

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