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Israele, ecco in cosa consiste la strategia del lockdown alternato

In Israele, alcuni ricercatori hanno studiato un lockdown alternato che produrrebbe gli stessi effetti del lockdown totale, per favorire la ripresa

Lockdowna alternato Israele

Ipotesi di Lockdown alternato. In Israele, un gruppo di ricercatori ha ideato una strategia di mitigazione del Covid-19 in grado di contenere il virus come un lockdown quasi totale ma anche di permettere la ripresa delle attività produttive.

Israele, studio su lockdown alternato

Uno dei più grandi dilemmi dei governanti di tutto il mondo in questo periodo determinato dalla pandemia del Covid-19, è quello di come riuscire a raggiungere un equilibrio accettabile tra l’esigenza di tutela della salute dei cittadini e la ripresa delle attività (produttive, culturali ecc) , alcune delle quali hanno già chiuso i battenti per sempre.

Un gruppo di ricercatori guidati dal fisico e matematico Baruch Barzel, ha ideato una strategia di mitigazione in tal senso.

Il modello matematico messo a punto nel laboratorio di “Dinamiche delle reti complesse” all’Università Bar Ilan (vicino a Tel Aviv), prevede un lockdown alternato in grado di ridurre i contagi ma anche far ripartire le attività economiche.

Di cosa si tratta

In cosa consiste il lockdown alterato? In pratica si divide la popolazione in due gruppi che si alterneranno con lockdown di una settimana ciascuno. L’efficacia sul contenimento del virus sarebbe paragonabile a quella di un lockdown quasi totale (all’80 %) ma in compenso si potrebbe far ripartire le attività economiche ( e non solo) duramente colpite dalla pandemia.

Individuare i positivi prima dei sintomi

Il presupposto sta nella possibilità di individuare in questo modo i positivi ancora non sintomatici ossia nel loro periodo di incubazione dell’infezione:

“Ad esempio se una persona si contagia durante la sua settimana ‘attiva’, in cui è presintomatico – spiega Baruch Barzel – stando a casa la settimana seguente, inizierà probabilmente a mostrare i sintomi, e rimanendo isolato può curarsi. Se invece dopo una settimana di lockdown continua a non avere sintomi, è probabile che non sia stato contagiato e potrà riprendere le sue attività. In questo modo isoliamo non solo i malati, ma anche la maggior parte dei positivi ancora senza sintomi” ha concluso.

Certo l’ipotesi non prende in considerazione la fetta (non esigua) di positivi asintomatici e soprattutto si basa anche su un comportamento corretto da tenere durante la settimana attiva ( in cui non si è in lockdown), ossia distanziamento, mascherina e igiene delle mani.

Classe 1971, nata a Roma, lavora come inviata e redattrice presso ArtsLife.


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Vera Monti

Classe 1971, nata a Roma, lavora come inviata e redattrice presso ArtsLife.

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