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Europa, scorte di gas ai minimi: cresce il rischio di una stangata sulle bollette

Europa, scorte di gas ai minimi: cresce il rischio di una stangata sulle bollette

L’Europa si avvicina all’inverno con scorte di gas sotto la media e prezzi in forte aumento: preoccupazione alta anche per l'Italia.

L’Europa si prepara ad affrontare l’inverno con scorte di gas ai livelli più bassi degli ultimi 13 anni. Le tensioni geopolitiche e le difficoltà nelle forniture fanno crescere i timori per una nuova impennata dei prezzi, con il rischio di pesanti rincari sulle bollette anche in Italia.

Europa e allerta gas in vista dell’inverno: “Scorte ai minimi storici”

Con la fine dell’estate, per l’Europa torna in primo piano il nodo della sicurezza energetica. Il continente ha ormai ridotto drasticamente la dipendenza dal gas russo rispetto agli anni precedenti, ma le nuove tensioni internazionali rischiano di rendere più complicata la corsa al riempimento dei depositi prima dell’arrivo del freddo.

A fine agosto le riserve dell’Unione europea si attestano intorno al 63%, contro livelli vicini all’80% nello stesso periodo degli ultimi anni: secondo il Guardian, si tratta di uno dei dati più bassi registrati negli ultimi 13 anni.

Il quadro, tuttavia, cambia sensibilmente da un Paese all’altro. La Germania ha superato di poco il 51%, mentre la Polonia, con oltre il 90%, presenta una delle situazioni migliori.

Più delicata è la posizione del Regno Unito, grande consumatore ma dotato di una capacità interna di stoccaggio relativamente limitata. Chris O’Shea, amministratore delegato di Centrica, ha parlato di «quasi nessun gas in stoccaggio» in vista dell’inverno.

A rallentare la ricostituzione delle riserve hanno contribuito il freddo nella parte conclusiva della scorsa stagione invernale, il maggiore utilizzo del gas per produrre elettricità durante le ondate di caldo e soprattutto le interruzioni delle esportazioni dal Golfo legate al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Le speranze di una rapida normalizzazione dei transiti attraverso lo Stretto di Hormuz si sono inoltre ridotte: per l’analista Bjarne Schieldrop, il mercato è così entrato in una fase di «panico invernale».

Italia più protetta dalle scorte, ma cresce il rischio di una stangata sulle bollette

Il prezzo europeo di riferimento ha superato nelle ultime settimane i 66 euro per megawattora, raggiungendo i massimi degli ultimi tre anni e attestandosi a più del doppio rispetto all’inizio del 2026. L’Italia si presenta all’appuntamento con una situazione migliore rispetto alla media continentale: i depositi sono vicini all’82% e Snam considera raggiungibile l’obiettivo di portarli almeno al 90% entro la conclusione della campagna di riempimento. A preoccupare, quindi, sono soprattutto gli effetti che un mercato energetico nuovamente sotto pressione potrebbe produrre sui conti di famiglie e aziende.

Il peso dei rincari è già evidente per le attività economiche: secondo Confesercenti, tra giugno e agosto le imprese del commercio, del terziario e del turismo hanno sostenuto circa 870 milioni di euro di spese energetiche aggiuntive, di cui 700 milioni legati all’elettricità e 170 milioni al gas. Per alcune categorie gli aumenti delle bollette hanno raggiunto livelli vicini al 50%. Il presidente dell’associazione, Nico Gronchi, ha avvertito che la combinazione tra rallentamento degli effetti del Pnrr, inflazione e instabilità geopolitica potrebbe creare una situazione particolarmente difficile.

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