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Dibattuta Lula-Bolsonaro: accuse, menzogne e polemiche a pochi giorni dal ballottaggio

Dibattuta Lula-Bolsonaro: accuse, menzogne e polemiche a pochi giorni dal ballottaggio

Lula e il candidato Bolsonaro si scambiano accuse accese, trasformando il confronto in un vero scontro personale.

Domani si avvicina il ballottaggio presidenziale in Brasile, ma già a una settimana di distanza le tensioni hanno raggiunto il picco. Lula da Silva e Flavio Bolsonaro candidato del Partito Liberale, hanno partecipato alla loro prima dibattuta televisiva, un confronto caratterizzato più da scambi di insulti che da discussioni programmatiche. Il clima è divenuto subito incandescente con entrambi gli interlocutori che hanno puntato il dito contro l’altro su più fronti, dal presunto legame con milizie a scandali di corruzione.

Il pubblico, composto da circa 33 milioni di elettori indecisi, ha assistito a un duello verbale in cui il 80enne Lula ha definito Flavio “un bugiardo abituale” e “un delinquente”, allontanandosi fisicamente dal suo avversario per sottolineare l’accusa di legami con gruppi paramilitari di Rio de Janeiro. Dall’altro lato, Flavio, 45enne, ha replicato chiamando Lula “un clown” e ha giustificato la sua distanza a causa della paura che “mi potessero rubare il portafoglio”.

Il confronto accorato: insulti e accuse personali

Durante il confronto, Flavio Bolsonaro ha accompagnato le sue parole con gesti: camminava dietro Lula, scuotendo la testa e sorridendo con sufficiente sarcasmo, a sottolineare il proprio disappunto. Lula, da parte sua, ha richiesto spiegazioni su una indagine di corruzione che coinvolge il padre, Jair Bolsonaro, condannato a 27 anni di carcere con regime di arresto domiciliare per tentativi di rovesciare le elezioni del 2022.

L’interrogativo è rimasto senza risposta, poiché Flavio ha defluito la questione, puntando invece a criticare la spesa pubblica del governo.

Le accuse reciproche hanno riguardato anche la vita personale dei candidati. Lula ha sostenuto che Flavio non abbia mai preso un autobus o usufruito del Sistema Pubblico di Salute (SUS), definendolo distante dalla realtà dei cittadini più poveri. Flavio, a sua volta, ha insinuato l’esistenza di un caso di riciclaggio di denaro che coinvolge un avvocato vicino alla sua cerchia, facendo riferimento a un’indagine della Polizia Federale presentata alla Corte Suprema.

Le questioni di campagna: sicurezza, spesa e sanità

Oltre alle provocazioni personali, la dibattuta ha toccato temi cruciali per l’elettorato brasiliano. Flavio ha puntato il dito contro il costo della vita e la criminalità, accusando Lula di “spesa sconsiderata” per mantenere i programmi sociali del suo partito. Lula ha risposto chiedendo a Flavio quale modello di riduzione della spesa pubblica intende adottare, citando gli estremi tagli attuati dal presidente argentino Javier Milei, una proposta che Flavio ha evitato di approfondire.

Il dibattito ha anche messo in luce le critiche di Lula alla gestione della pandemia da parte di Jair Bolsonaro. Il figlio ha ammesso che la risposta al Covid-19 “non è stata tra le migliori” durante la presidenza del padre, offrendo una mea culpa e lasciando intravedere un tentativo di distanziarsi dalla figura controversa del genitore.

Il contesto elettorale: sondaggi, proteste e indagini giudiziarie

Il risultato della prima tornata, il 4 ottobre, aveva assegnato a Flavio Bolsonaro il 47 % dei voti contro il 45 % di Lula, con un margine di due punti percentuali. Un nuovo sondaggio Datafolha, condotto tra il 13 e il 14 ottobre su 2 520 intervistati, conferma una leggera testa di Flavio (47 % contro 45 %), ma entro il margine d’errore di ± 2 punti. Il 6 % degli intervistati ha dichiarato di votare bianco, mentre il 2 % resta indeciso; escludendo questi, il vantaggio di Flavio si riduce al 51 % contro il 49 % di Lula.

Le due fazioni hanno organizzato manifestazioni di massa: a São Paulo, i sostenitori di Flavio hanno riempito l’Avenida Paulista con bandiere gialle, verdi e blu, mentre a Brasília i simpatizzanti di Lula hanno occupato la piazza del governo con braccianti rosse del Partito dei Lavoratori. A Rio de Janeiro, il cantautore Caetano Veloso ha intrattenuto la folla pro-Lula. Durante gli eventi, i partecipanti hanno espresso frustrazioni profonde, con slogan che oscillavano tra “Se entrare un altro governo, siamo fregati” e “Via i banditi, via Lula!”.

Nel frattempo, la magistratura brasiliana resta impegnata: la Polizia Federale ha chiesto alla Corte Suprema di aprire un’inchiesta per riciclaggio di denaro contro Flavio Bolsonaro, legata a un avvocato della sua cerchia. Il candidato è già sotto investigazione per i presunti rapporti con l’ex banchiere Daniel Vorcoro, autore del finanziamento di un film biografico su Jair Bolsonaro. Tali sviluppi giuridici aggiungono ulteriore peso al cruciale confronto previsto per il 23 ottobre, l’ultimo prima del ballottaggio del 25 ottobre.

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