La vicenda della famiglia nel bosco nota anche come famiglia Trevallion, ha raggiunto un nuovo capitolo. Dopo due anni di battaglie legali e perizie psicologiche, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha approvato un piano di reinserimento graduale per i tre minori, allontanati dai genitori nel novembre 2025.
La decisione, arrivata il 1 settembre 2026 rappresenta un compromesso tra le richieste dei genitori e le valutazioni dell’autorità giudiziaria.
I tre bambini, attualmente ospitati in una casa famiglia a Vasto, non torneranno immediatamente nella loro abitazione di Palmoli, ma seguiranno un percorso di riavvicinamento monitorato dagli assistenti sociali.
Il percorso di reinserimento graduale
Secondo il provvedimento del tribunale, i minori continueranno a vivere nella struttura protetta di Vasto, dove frequenteranno la scuola pubblica.
Tuttavia, se le relazioni delle assistenti sociali saranno positive, tra circa un mese i bambini potranno trascorrere un intero fine settimana con i genitori nella loro casetta in pietra a Palmoli, insieme agli animali a cui sono legati.
Il riavvicinamento sarà valutato passo dopo passo. La possibilità di trascorrere un weekend intero con i genitori è subordinata all’esito positivo delle verifiche dei servizi sociali.
Questo approccio graduale mira a garantire un reinserimento sicuro e stabile per i minori, dopo un periodo di separazione prolungato.
Le reazioni delle parti coinvolte
L’avvocato Simone Pillon legale della famiglia, ha espresso delusione per la decisione, sottolineando che sperava in un ricongiungimento immediato. Pillon ha annunciato che presenterà reclamo alla Corte d’Appello, criticando la gradualità del processo e l’incertezza sul ricongiungimento finale. Secondo il legale, la situazione familiare non presenta rischi di abusi e le criticità iniziali sono state ampiamente risolte.
Lo psichiatra Tonino Cantelmi che segue la famiglia, ha invece espresso un misto di delusione e speranza. Secondo Cantelmi, la famiglia è ancora in un tunnel disgraziato ma finalmente intravede una luce. Il rientro a tappe dei bambini, in questa situazione, è l’unica strada percorribile. Cantelmi ha anche sottolineato l’importanza che i bambini possano incontrare i genitori nel luogo primario, dove hanno vissuto momenti di felicità in armonia con la natura e con gli animali.
La storia della famiglia nel bosco
La vicenda della famiglia Trevallion è emersa pubblicamente intorno al novembre 2025. Nathan Trevallion e Catherine Birmingham vivevano con i loro tre figli minorenni in un rudere in pietra a Palmoli, in una condizione di isolamento scelta dalla famiglia e a stretto contatto con la natura. L’abitazione era priva di acqua corrente, elettricità e servizi igienici interni, con un bagno a secco all’esterno in condizioni precarie.
La situazione è emersa dopo un’intossicazione da funghi nel 2024, che ha portato al ricovero in ospedale dell’intero nucleo familiare. Da quel momento sono partite le segnalazioni ai carabinieri e ai servizi sociali, che hanno evidenziato la scarsa igiene dei bambini, l’assenza di pediatra e vaccini, e la mancanza di cure adeguate. Inoltre, i bambini non frequentavano la scuola e seguivano un percorso di unschooling un modello di istruzione a casa che non è stato ritenuto sufficiente dai giudici.
Il 24 novembre 2025 il Tribunale per i minorenni ha sospeso la responsabilità genitoriale e disposto l’allontanamento dei tre minori, collocati nella casa famiglia di Vasto. Da allora, il caso ha avuto una forte eco mediatica e ha alimentato un ampio dibattito.
Ora, con la decisione del tribunale dell’Aquila, la famiglia Trevallion intravede finalmente una possibilità di ricongiungimento, anche se in modo graduale e monitorato. Un passo importante verso la risoluzione di una vicenda complessa e delicata.
