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**Covid: 'prima' Draghi in Consiglio Ue, no scuse per chi non rispetta impegni su vaccini**

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Roma, 25 feb. (Adnkronos) – Accelerare, perché se c'è una luce in fondo al tunnel è tenuta in vita dai vaccini. E linea dura sulle aziende inadempienti, vale a dire le società farmaceutiche in ritardo sulle commesse. Questa la rotta che il premier Mario Draghi ha indicato nel suo esordio al Consiglio europeo, un vertice straordinario -cinque ore in videoconferenza, terminato solo pochi minuti fa- dove si sono registrati passi avanti anche sul certificato digitale, con criteri comuni, che consentirebbe di avere accesso agli Stati membri e di riaprire, un passo alla volta, le società.

Sulla strada battuta dal presidente del Consiglio convergono gli altri leader europei, a partire dalla necessità di adottare un approccio più duro sul divieto di esportazioni di vaccini anti-Covid per le compagnie farmaceutiche che non rispettano gli impegni presi, "non dovrebbero essere scusate", le parole pronunciate con sguardo fermo dall'ex numero uno della Bce. L'Europa è rimasta indietro e ora deve accelerare, mettere il turbo per uscire dall'angolo dove sembra essersi cacciata.

Anche attraverso la possibilità, indicata da Draghi ai colleghi europei, di dare priorità alle prime dosi di vaccino alla luce dei dati incoraggianti della recente letteratura scientifica.

Mentre a Bruxelles si fa il punto e si cerca di adottare una strategia comune che segni un cambio di passo, una svolta, a Roma inizia il percorso per la produzione 'made in Italy' del vaccino, con il ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che riunisce attorno al tavolo il numero uno di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri e il presidente dell'Aifa Giorgio Palù.

Tante le incognite, tra queste i tempi lunghi, la scarsa presenza di bioreattori, la lista dei siti da 'arruolare' per ingranare la marcia e finalmente accelerare. Sullo sfondo, poi, una questione decisiva, in cui l'Europa gioca un ruolo determinante: la possibilità di sospendere i brevetti sui vaccini per consentire a tutti, Italia compresa, di produrli.


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