Un vasto movimento di terreno nel territorio di Petacciato, in provincia di Campobasso, ha ripristinato l’allerta per la costa adriatica: il fronte di frana si è riattivato dopo l’ondata di maltempo, provocando la chiusura precauzionale dell’A14 nel tratto tra Vasto sud e Termoli in entrambe le direzioni e l’interruzione della linea ferroviaria Bari‑Pescara tra Termoli e Montenero di Bisaccia.
La statale 16 è stata chiusa in corrispondenza del residence Martur a causa anche del recente crollo del ponte sul Trigno, mentre sono state evacuate circa 50 persone dal comune di Petacciato.
Le autorità hanno riunito il comitato operativo della Protezione Civile presso il Dipartimento a Roma su iniziativa del capo del Dipartimento, Fabio Ciciliano, per fare il punto sulla situazione e coordinare gli interventi.
È stato annunciato un sopralluogo del professor Casagli, ordinario di geologia applicata, previsto per mercoledì 8 aprile, con l’obiettivo di verificare la consistenza del movimento e definire le priorità operative.
Effetti sulle infrastrutture e misure precauzionali
La simultanea indisponibilità delle tre direttrici principali ha prodotto una paralisi della dorsale adriatica: l’A14 resta chiusa con i caselli di Termoli non accessibili, la linea ferroviaria è sospesa nel tratto interessato e la statale 16 è compromessa dal cedimento del ponte sul Trigno. I tecnici di RFI e degli enti autostradali sono sul posto per svolgere ispezioni e verificare eventuali lesioni della carreggiata e la stabilità del sedime ferroviario. Il sistema di circolazione è attualmente soggetto a deviazioni, uscite obbligatorie e rallentamenti che creano disagi sia per il traffico locale che per i convogli a lunga percorrenza.
Deviazioni e soluzioni temporanee
Per limitare l’impatto sui viaggiatori vengono indicate alternative: per chi prova ad andare verso Bari si suggerisce l’uscita obbligatoria a Vasto sud e il transito sulla SS650 Trignina con rientro in A14 a Termoli, mentre per la direzione Pescara l’uscita a Termoli e il rientro a Vasto sud sono le vie consigliate. Per le percorrenze più lunghe sono indicate deviazioni via A1 e A16. La contemporanea indisponibilità dell’autostrada e della statale rende complicata anche la programmazione di autobus sostitutivi e alimenta code e disagi presso il nodo ferroviario di Termoli, dove decine di passeggeri attendono informazioni e mezzi alternativi.
Caratteristiche del fronte franoso e attività di monitoraggio
La zona di Petacciato è nota per i suoi movimenti ripetuti: il fenomeno è seguito da lungo tempo ed è soggetto a riattivazioni in caso di piogge intense. È attivo un sistema di monitoraggio composto da sensori applicati sia alla carreggiata sia al terreno, che ha segnalato anomalie inducendo le chiusure preventive. Secondo le valutazioni tecniche, il fronte interessato si estende per alcuni chilometri e comprende porzioni che partono dal centro abitato e scivolano verso la costa, rendendo gli interventi di ripristino complessi e dipendenti dalla stabilizzazione del versante.
Interventi tecnici e limiti operativi
Gli addetti ai lavori stanno valutando gli interventi possibili: erano in programma opere idrauliche per intercettare deflussi d’acqua e ridurre le pressioni sul versante, ma la riattivazione è avvenuta prima del completamento di quegli interventi. Lo staff del Dipartimento ha sottolineato che la gestione efficace della fragilità idrogeologica richiede azioni in condizioni ordinarie, mentre ora è necessario concentrare risorse sulla mitigazione dell’emergenza e sulla messa in sicurezza delle aree più a rischio.
Tempi di ripristino e conseguenze per la popolazione
Dal punto di vista operativo, i tecnici avvertono che non è realistico aspettarsi un ritorno alla normalità in pochi giorni: finché il moto franoso non si arresterà non sarà possibile avviare interventi strutturali estesi sulla superficie stradale o sulla sede ferroviaria. Le stime indicano che le operazioni di stabilizzazione e il ripristino delle infrastrutture potrebbero richiedere settimane, se non mesi, a seconda dell’evoluzione del fenomeno e delle condizioni meteorologiche. Intanto sono in corso ispezioni per verificare l’entità delle lesioni sull’asfalto dell’A14 e per valutare gli assetti del tracciato ferrato.
Prossimi passi e coordinamento
Le prossime ore vedranno il sopralluogo del professor Casagli e l’intervento di geologi e ingegneri per definire priorità e misure di messa in sicurezza. La Protezione Civile continuerà il monitoraggio del fronte e l’assistenza alle persone evacuate: è stata segnalata l’attivazione di misure per agevolare i collegamenti interregionali, compresa la possibilità di pedaggi straordinari o soluzioni temporanee per mantenere la connettività tra Abruzzo e Molise. La situazione rimane in evoluzione e saranno forniti aggiornamenti non appena disponibili.