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Freedom Convoy Europe, cos’è la protesta dei camionisti che vuole arrivare a Bruxelles

I Freedom Convoy Europe puntano a Bruxelles e vogliono la fine della pandemia e tutto ciò che ne consegue.

Freedom Convoy Europe

Il movimento Freedom Convoy è nato in Canada, voluto da alcuni camionisti che, in buona parte sono no vax. La risonanza internazionale che ha avuto il movimento, molto simile a quello dei “Forconi” in Italia, ha visto l’adesione al Freedom Convoy in altre parti del mondo, approdando anche in Europa.

Freedom Convoy Europe, il movimento approda nel vecchio continente

Sono giorni di apprensione per la nostra Comunità europea. Le date segnate sul calendario dei Freedom Convoy Europe sono due: 14 e 22 febbraio 2022. Sono ignoti gli organizzatori e per raccogliere consensi e reclutare membri si utilizzano sempre di più i Social Network e le app di messaggistica istantanea, in particolare Telegram. I numeri ci sono, ma non sembrano preoccupare le nostre istituzioni, che stanno già pensando a come arginare queste proteste ed evitare enormi disagi ai cittadini del vecchio continente.

I camionisti vanno verso Bruxelles

La marcia dei camionisti è diretta a Bruxelles, capitale del Belgio e cuore dell’Unione Europea. Migliaia di Freedom Convoy europei, tra cui anche italiani guideranno fino alla capitale belga per protestare contro ogni forma di restrizione anti Covid e chiederanno la fine dello stato d’emergenza in tutto il continente. Le mappe che indicano l’itinerario della marcia sono state fornite su Telegram.

Il Freedom Convoy in Italia

In Italia non è preoccupante la situazione, in quanto i gruppi sui Social e su Telegram non hanno avuto un’ampia adesione. Non si conosce l’identità del portavoce Freedom Convoy Italia, ma molto probabilmente potrebbe trattarsi di Nicola Franzoni. Franzoni è uno dei leader no vax che aveva deciso di organizzare un rave ai Castelli Romani ed ha partecipato e presieduto a numerose manifestazioni.

Proteste in corso in Canada e Nuova Zelanda

Le news dal mondo ci portano in Canada e in Nuova Zelanda, dove le proteste vanno avanti da almeno una settimana. I camionisti canadesi protestano contro l’obbligo vaccinale e attaccano apertamente il premier Justin Trudeau, che, sarebbe il nemico pubblico numero uno per i Freedom Covoy. Trudeau infatti è stato traferito in un luogo sicuro. Emblematica l’occupazione di Ottawa, capitale del Canada. Anche in Nuova Zelanda i Freedom Convoy hanno preso d’assalto la capitale Wellington, protestando all’esterno del Parlamento neozelandese. Nel caso oceanico, dal governo rispondono non prestando troppa attenzione ai manifestanti, in quanto sono una percentuale davvero irrisoria rispetto a coloro che sono vaccinati.

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