In un gesto che ha suscitato molta curiosità, la Freedom Fuel Network ha fatto il suo debutto a Philadelphia, offrendo benzina a un prezzo di 50 centesimi in meno per gallone rispetto alla media di mercato. L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione Trump in vista del Independence Day ma molti si chiedono chi stia realmente finanziando questa operazione.
Il primo distributore della rete è stato inaugurato il 11 luglio 2026 a Dresher, in Pennsylvania, con un prezzo al litro di 3,47 dollari contro una media nazionale di 3,84 dollari e una media statale di 3,99 dollari. La White House ha annunciato l’apertura su X, sottolineando che il presidente Trump sta guidando la carica per abbassare i prezzi della benzina quest’estate.
La Freedom Fuel Network: chi c’è dietro?
La Freedom Fuel Network è una azienda privata che, secondo un portavoce della Casa Bianca, non ha ricevuto alcun finanziamento dall’amministrazione. La rete conta attualmente 25 distributori di cui 20 in Pennsylvania e 5 nel New Jersey. Tuttavia, pochi dettagli sono stati resi pubblici riguardo alla strategia aziendale o alla fonte dei fondi che permettono di mantenere prezzi così bassi.
Un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che l’amministrazione non è coinvolta nella gestione della rete e che non ci sono altre entità o persone che stanno sovvenzionando i costi del carburante. Tuttavia, alcuni analisti del settore, come Patrick De Hann di GasBuddy, hanno espresso dubbi sulla sostenibilità del modello di business, definendolo non redditizio.
Le critiche dei democratici
Il rappresentante democratico Jim McGovern del Massachusetts ha criticato l’amministrazione Trump, suggerendo che l’iniziativa sia ipocrita. McGovern ha paragonato la Freedom Fuel Network alla proposta del sindaco di New York Zohran Mamdani per negozi di alimentari pubblici, definendola comunista mentre la rete di distributori di benzina sarebbe libertà.
Nel frattempo, il presidente Trump ha ripetutamente promesso che i prezzi della benzina sarebbero scesi sotto i 2 dollari per gallone ma il conflitto con l’Iran ha causato un aumento dei prezzi. Trump ha accusato le grandi compagnie petrolifere di ricaricare eccessivamente i prezzi e ha chiesto al Dipartimento di Giustizia di indagare.
Le domande senza risposta
Mentre i clienti apprezzano i prezzi bassi, molti si chiedono come sia possibile mantenere un prezzo così basso. Tim Kerns, un residente di Dresher, ha espresso preoccupazione riguardo alla fonte dei fondi, chiedendosi se le aziende stiano sovvenzionando la benzina per far sembrare Trump un eroe.
Un’analisi dei registri pubblici ha rivelato che non esiste alcuna azienda registrata con il nome Freedom Fuel Network in Pennsylvania o New Jersey. Tuttavia, una società con lo stesso nome è stata registrata in Delaware il 1 luglio 2026 lo stesso giorno in cui Trump ha promosso la rete su Truth Social.
Le compagnie petrolifere Shell e Valero hanno distanziato le loro attività dalla Freedom Fuel Network, affermando di non essere coinvolte nella sua formazione. Nonostante le domande senza risposta, la rete continua a operare, offrendo benzina a prezzi stracciati e sollevando molte domande sul suo futuro e sulla sua sostenibilità.
