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Garlasco, Marco Poggi a Quarto Grado: "Essere accusato di essere coinvolto nell'omicidio è una cosa che non andrà via"

Le parole di Marco Poggi in un'intervista per Quarto Grado

Marco Poggi ha rilasciato un'intervista a Quarto Grado, rompendo il silenzio 19 anni dopo l'omicidio della sorella Chiara.

Marco Poggi, il fratello di Chiara, ha rotto il lungo silenzio, in un’intervista per Quarto Grado. Ha parlato delle accuse che ha ricevuto, del dolore che ha provato e della sua opinione sulla nuova indagine.

Marco Poggi a Quarto Grado: “Essere accusato di essere coinvolto nell’omicidio è una cosa che non andrà via”

Marco Poggi, che oggi ha 38 anni, ha deciso di rompere il suo lungo silenzio con un’intervista esclusiva per Quarto Grado. Ha parlato del suo dolore, impossibile da cancellare, e di quell’ultimo saluto che non ricorda più. Ha deciso di parlare per la prima volta a distanza di 19 anni dall’omicidio della sorella Chiara “per mettere un freno a ricostruzioni fantasiose“.

Intervistato da Martina Maltagliati, ha dichiarato di aver deciso di uscire dalla bolla che si è creato intorno, soprattutto dopo la nuova inchiesta, quando, secondo lui “si è giocato sulla morte e sulla vita di Chiara“.

Marco ha ricordato come all’inizio lui e la sua famiglia hanno difeso Alberto Stasi e di come poi, leggendo le motivazioni delle sentenze, si sono convinti della sua colpevolezza.

Non pretendiamo che la nostra convinzione diventi verità per tutti, dispiace che non ci sia rispetto” ha dichiarato. “Essere accusato di essere coinvolto nell’omicidio, addirittura di essere un autore, è una cosa che difficilmente mi andrà via. Ho imparato a conviverci. I sentimenti che ho provato di più nell’ultimo anno sono rabbia e stanchezza” ha aggiunto il fratello di Chiara Poggi, che ha spiegato che ha sempre sperato che chi indagava potesse smorzare alcune piste e che ora che le indagini sono chiuse spera di tornare a una vita più tranquilla.

Garlasco, Marco Poggi rompe il silenzio: “Non ho mai visto i video. Su Sempio rimango della mia idea”

La famiglia Poggi ha scoperto di essere stata intercettata dopo la chiusura delle indagini. “Siamo rimasti un po’ dispiaciuti. Posso capire le intercettazioni nel mio caso, dispiace che fossero coinvolti i miei, a loro si potevano evitare” ha dichiarato Marco Poggi, spiegando anche che si sono sentiti messi da parte dagli inquirenti e non considerati. Dopo gli ultimi colloqui con gli investigatori Marco Poggi è stato definito “oppositivo e ostile”, ma lui non è d’accordo. “Hanno deciso di definirmi così, lo accetto. Non è il messaggio che volevo far passare” ha spiegato, per poi far chiarezza sul fatto che loro non sono contrari a questa nuova apertura delle indagini e che il risarcimento ottenuto da Stasi lo tengono da parte.

In molti si chiedono come mai Chiara non si sia confidata con lui, visto che secondo la Procura di Pavia sarebbe stata molestata da Andrea Sempio. “Nel momento in cui è coinvolto un mio amico non vedo perché non abbia dovuto chiamarmi per dirmi: Guarda, questo mi sta dando fastidio, è un problema per me, prova a sentirlo tu” ha dichiarato Marco Poggi, che ha aggiunto di non aver mai visto i video intimi di Chiara e Alberto, anche se sapeva della sua esistenza per una chat che aveva letto in passato. Il fratello di Chiara sembra essere convinto dell’estraneità di Andrea Sempio e per quanto riguarda i suoi soliloqui, ha dichiarato di essere rimasto della sua idea. “È ovvio che un’impronta insanguinata diventi difficile da spiegare” ha poi aggiunto. Quando si è consumato l’omicidio lui e i genitori erano in montagna e sono tornati a casa appena hanno saputo quello che era accaduto. “Il viaggio di ritorno è stato interminabile, con un lungo silenzio… in tanti mi hanno chiesto perché siamo tornati in quella casa. I ricordi di Chiara erano lì e noi volevamo tornare dove potevamo riviverli e alimentarli“.