Alle 5 del mattino del 6 giugno 2026 una forte deflagrazione ha provocato il crollo parziale di una palazzina in via Trentinoa Porto Sant’Elpidio, nelle Marche. La chiamata ai soccorsi è partita al 112 da una via vicina alla statale Adriatica; sul posto si sono immediatamente diretti i sanitari del 118 e i Vigili del Fuoco.
Le operazioni di soccorso hanno subito messo in luce un quadro drammatico: il bilancio provvisorio indica un morto e due feritimentre è stato possibile estrarre vivo un ragazzo dalle macerie. Al momento le ricerche sono concentrate su una donna ancora dispersa nell’area interessata dal crollo.
Soccorso, trasporti sanitari e prima assistenza alle vittime
Tra gli interventi di emergenza, i soccorritori hanno provveduto al trasporto dei feriti verso strutture ospedaliere. I due anziani, identificati come i genitori dell’uomo deceduto, sono stati trasferiti per accertamenti: la donna è stata portata con eliambulanza all’ospedale di Torrette di Anconamentre l’uomo è stato ricoverato all’ospedale di Fermo. Il rapido impiego dell’eliambulanza ha permesso di raggiungere con velocità la struttura specialistica più vicina per la donna ferita.
Struttura familiare coinvolta e contesto abitativo
Nello stabile risultavano residenti due nuclei familiari. Nel primo nucleo viveva l’uomo deceduto insieme ai suoi anziani genitori che ora sono ricoverati. Nel secondo nucleo si trovavano due persone: il ragazzo che è stato estratto vivo e la donna che al momento è ricercata. Questo schema familiare ha reso più complessa la ricostruzione immediata delle presenze all’interno dell’edificio al momento della deflagrazione.
Attività di ricerca e mezzi impiegati dai Vigili del Fuoco
I Vigili del Fuoco hanno allestito sul luogo dell’incidente una task force operativa con il nucleo Usar (Urban Search And Rescue) per le attività di localizzazione e recupero sotto le macerie. Le operazioni includono l’impiego di droni per ricognizioni dall’alto, unità cinofile per la ricerca di persone sepolte e escavatori per rimuovere le macerie in sicurezza. Il coordinamento degli interventi è stato orientato a ridurre al minimo i rischi per i soccorritori e a mantenere evidenze utili per eventuali accertamenti sulla causa della deflagrazione.
Il lavoro dell’USAR si concentra su settori specifici della struttura collassata, con team che procedono per quadranti e che utilizzano strumenti di rilevamento acustico e termico per intercettare eventuali segnali vitale. L’impiego combinato di mezzi tecnologici e di unità addestrate consente di ispezionare punti altrimenti inaccessibili senza aggravare il rischio di nuovi cedimenti.
Tempistica della chiamata e prime fasi dell’intervento
La segnalazione al 112 è arrivata nella prima mattina, poco dopo le 5. I sanitari del 118 e i Vigili del Fuoco hanno quindi iniziato le manovre di soccorso nella fase di emergenza, con priorità al recupero di persone ancora in vita e alla messa in sicurezza dell’area circostante. Le prime ore dopo il crollo sono risultate decisive per l’estrazione del giovane e per l’individuazione delle persone già soccorse.
Al momento le autorità locali e i soccorritori mantengono un presidio continuativo sulla zona per completare le ricerche e gestire gli aspetti di sicurezza. Non sono state fornite ulteriori comunicazioni ufficiali sui motivi tecnici dell’esplosione, che viene al momento considerata come una possibile deflagrazione dovuta a una fuga di gas; eventuali accertamenti saranno condotti dalle competenti autorità tecniche.
